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terremoto, nel crollo morì un operaio  

Processo Tecopress verso la conclusione

Processo Tecopress verso la conclusione

DOSSO. Il processo per i crolli dei capannoni alla Tecopress di Dosso, del maggio 2012, in cui morì un operaio, Gerardo Cesaro è ormai al rush finale: alla prossima udienza del 2 novembre, sfileranno...

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DOSSO. Il processo per i crolli dei capannoni alla Tecopress di Dosso, del maggio 2012, in cui morì un operaio, Gerardo Cesaro è ormai al rush finale: alla prossima udienza del 2 novembre, sfileranno gli ultimi testi e poi inizierà la discussione finale. Anche se, visti i testimoni sfilati ieri, tecnici, ingegneri progettisti, è emerso che di fatto il capannone crollato era stato collegato ad un altro capannone, costruito dopo, sul quale i tecnici della procura no si sarebbero soffermati per valutare se questa struttura in appoggio avesse potuto indebolire quella poi crollata. Questioni molto tecniche quello fanno da sfondo al processo, che comunque è condizionato - spiegano le difese - dal fatto che i capannoni, non essendo il Ferrarese zona sismica, nel 2003 e nel 2008 quando lo diventò, non dovevano sottostare a norme antisismiche: travi e pilastri venivano solo appoggiati, non ancorati: e il fatto che fossero liberi e non legati, ha innescato tutti i crolli del Ferrarese e del Modenese (una ventina di morti). Proprio delle conclusioni delle indagini modenesi, l’archiviazione totale decisa dalla procura di Modena, è stata chiesta l’acquisizione al processo dalle difese. Non accolta dal giudice Giacomelli, per questioni tecniche.



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