Altri due ponti a rischio nelle campagne argentane
Il Comune ha affidato uno studio per poter valutare l’idoneità statica Accertamenti in corso per le strutture tra Bando, Filo e Longastrino
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FILO. Oltre ai tre ponti che l’amministrazione comunale di Argenta sta già sistemando situati tra le località di Bando, San Biagio e Filo, il tutto per rendere sicura la viabilità mentre sul quarto, si è in trattative con il Consorzio di Bonifica e il Comune di Portomaggiore, un’altra tegola si è abbattuta su altri due ponti argentani. Sarebbero due strutture obsolete a tal punto da ritenerle a rischio di cedimento strutturale. Si tratta di due manufatti esistenti nelle campagne tra Bando, Filo e Longastrino. Due ponti indispensabili agli agricoltori per l’accesso ai loro terreni. Nel dettaglio; il primo ponte si trova sullo scolo “Gramigne” in via Mantello mentre l’altro è ubicato lungo la via Argine Circondario Pioppa II meglio conosciuta come la strada bianca “del Collettore” che collega cioè Bando a Longastrino. Nei giorni scorsi, Luisa Cesari, dirigente al settore opere pubblici e patrimonio assieme a Marco Bagè, specialista in attività tecniche del comune di Argenta, hanno effettuato un apposito sopralluogo.
«Dall’esame delle condizioni attuali dei manufatti - scrive in un documento la stessa Cesari -, è emersa una situazione di grave ammaloramento di tutti i componenti le strutture. Situazione che non consente di mantenere le strutture in utilizzo e che ha portato alla emanazione di un’apposita ordinanza di chiusura al traffico». Considerato che nel Documento Unico di Programmazione 2017-2019, la giunta capeggiata da Antonio Fiorentini prevede la messa in sicurezza e il rifacimento dei ponti, la dirigente Luisa Cesari, ha così deciso di far effettuare nell’arco di una quindicina di giorni , una valutazione tecnica ed economica indispensabile per verificare l’idoneità statica dei manufatti, compresa anche un’indicazione preliminare degli interventi necessari alla riapertura al traffico dei ponti oppure, se è meglio procedere alla demolizione e ricostruzione. Siccome nell’organico del personale comunale non c’è una figura di ingegnere strutturista, si è deciso di affidare l’incarico di valutare il tutto, allo studio tecnico Az srl Consulting & commercial engineering di Padova. Professionisti subito contattati e dichiaratisi disponibili ad eseguire la valutazione dell’idoneità statica a fronte di un compenso cheammonta a quasi 10mila euro.
Giorgio Carnaroli
«Dall’esame delle condizioni attuali dei manufatti - scrive in un documento la stessa Cesari -, è emersa una situazione di grave ammaloramento di tutti i componenti le strutture. Situazione che non consente di mantenere le strutture in utilizzo e che ha portato alla emanazione di un’apposita ordinanza di chiusura al traffico». Considerato che nel Documento Unico di Programmazione 2017-2019, la giunta capeggiata da Antonio Fiorentini prevede la messa in sicurezza e il rifacimento dei ponti, la dirigente Luisa Cesari, ha così deciso di far effettuare nell’arco di una quindicina di giorni , una valutazione tecnica ed economica indispensabile per verificare l’idoneità statica dei manufatti, compresa anche un’indicazione preliminare degli interventi necessari alla riapertura al traffico dei ponti oppure, se è meglio procedere alla demolizione e ricostruzione. Siccome nell’organico del personale comunale non c’è una figura di ingegnere strutturista, si è deciso di affidare l’incarico di valutare il tutto, allo studio tecnico Az srl Consulting & commercial engineering di Padova. Professionisti subito contattati e dichiaratisi disponibili ad eseguire la valutazione dell’idoneità statica a fronte di un compenso cheammonta a quasi 10mila euro.
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