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Ciao ciao Palaspecchi Abbattuto il ponte simbolo di un’epoca

di Marcello Pulidori
Ciao ciao Palaspecchi Abbattuto il ponte simbolo di un’epoca

Ieri alle 14,55 la travatura di 44 tonnellate è stata eliminata Scompare la famigerata porta alla ex cittadella del degrado

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Forse, un giorno, questa data potrebbe addirittura comparire sui libri di storia (perlomeno la storia di Ferrara). Ieri alle 14,55, in anticipo di 5 minuti rispetto all’orario annunciato dai geometri, è stato eliminato l’ultimo pezzo (un ponte che tecnicamente si chiama travatura reticolare) della porta divenuta simbolo del Palaspecchi. Di fatto, per chi ha seguito in questi decenni la storia di questo turbolento complesso urbanistico-architettonico, significa la “firma”, l’immagine finale, l’ultima puntata di quello che era diventato una specie di mostro per Ferrara. Il Palaspecchi, da ieri alle 14,55, non c’è più. Perché senza questa porta d’accesso, senza la travatura pesante qualcosa come 44 tonnellate di fatto abbattuta ieri, ora resta soltanto il cantiere. Senza quel nome all’indirizzo del quale quasi ogni ferrarese ha lanciato la sua invettiva. Due gigantesche gru hanno prima agganciato poi sollevato ed infine accompagnato fino a terreno la travatura da 44 tonnellate.

E pensare che quando, nel 1985 vennero rilasciati i primi permessi edilizi, l’idea iniziale era stata quella di edificare uno dei fiori all’occhiello della città, il più moderno complesso edile, una sorta di monumento alla modernità, dopo i tanti all’antichità posseduti da Ferrara. Quelli che hanno fatto, e continueranno a fare, la fortuna artistica, culturale e turistica di Ferrara. Così non fu per il Palaspecchi, divenuto ben presto l’emblema di un degrado che, complici spaccio di droga e prostituzione, aveva finito per intimorire una intera città. Inutile, qui, dilungarsi sulle alterne vicende del Palaspecchi, che ora si avvia ad essere quasi completamente abbattuto, per fare spazio ad un progetto sano che comprenderà residence, negozi, oltre alla sede, nella palazzina risparmiata dalle ruspe, della Polizia municipale. I lavori alla parte ancora in piedi dell’edificio, iniziati il 5 luglio scorso, proseguiranno con l’abbattimento di altre sezioni. Saranno il geometra Fabio Rossi, direttore del cantiere, ed il suo più stretto collaboratore, Stefano De Donà, a continuare il lavoro che ieri ha toccato il suo acme, il punto, anche simbolicamente, culminante.

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