Investì un giovane e fuggì A processo per omicidio
La donna accusata anche di omissione di soccorso. La vittima aveva 20 anni L’incidente nell’ottobre 2015 sul ponte del Po, il pm ha rifiutato il patteggiamento
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È finita a processo con l’accusa di omicidio colposo e omissione di soccorso la donna che all’alba di lunedì 5 ottobre 2015 investì con l’auto e uccise un ventenne nigeriano residente a Occhiobello, Happy Obode, che stava percorrendo in bicicletta il ponte sul Po di Pontelagoscuro.
Ieri l’imputata, Simina Popescu, una donna rumena di 31 anni residente a Villamarzana (Rovigo) è stata rinviata a giudizio al termine dell’udienza preliminare davanti al gip di Rovigo Alessandra Martinelli. Il pubblico ministero aveva rigettato la proposta di patteggiamento, soprattutto perché non c’è stato ancora alcun risarcimento nei confronti della parte civile, il fratello della vittima.
Il giovane aveva perso la vita in ambulanza, durante il disperato tentativo di trasporto in ospedale a Rovigo. A lanciare l'allarme erano stati alcuni passanti che lo avevano visto a terra, esanime, vicino alla propria bici, mezzo centrato da una vettura che poi si era data alla fuga. Sulla strada erano comunque rimasti alcuni frammenti di carrozzeria, che avevano costituito il punto di partenza delle indagini della squadra mobile di Ferrara, con la collaborazione dei carabinieri di Castelmassa. Poco dopo l'incidente infatti una pattuglia della polizia di Stato ferrarese aveva fermato la donna
La donna, difesa dall’avvocato Massimiliano Ponzetto del Foro di Rovigo, era stata individuata come la conducente che aveva investito il giovane ciclista ed era scappata. E che ora dovrà affrontare un processo con accuse pesantissime: omicidio colposo e omissione di soccorso.
Ieri l’imputata, Simina Popescu, una donna rumena di 31 anni residente a Villamarzana (Rovigo) è stata rinviata a giudizio al termine dell’udienza preliminare davanti al gip di Rovigo Alessandra Martinelli. Il pubblico ministero aveva rigettato la proposta di patteggiamento, soprattutto perché non c’è stato ancora alcun risarcimento nei confronti della parte civile, il fratello della vittima.
Il giovane aveva perso la vita in ambulanza, durante il disperato tentativo di trasporto in ospedale a Rovigo. A lanciare l'allarme erano stati alcuni passanti che lo avevano visto a terra, esanime, vicino alla propria bici, mezzo centrato da una vettura che poi si era data alla fuga. Sulla strada erano comunque rimasti alcuni frammenti di carrozzeria, che avevano costituito il punto di partenza delle indagini della squadra mobile di Ferrara, con la collaborazione dei carabinieri di Castelmassa. Poco dopo l'incidente infatti una pattuglia della polizia di Stato ferrarese aveva fermato la donna
La donna, difesa dall’avvocato Massimiliano Ponzetto del Foro di Rovigo, era stata individuata come la conducente che aveva investito il giovane ciclista ed era scappata. E che ora dovrà affrontare un processo con accuse pesantissime: omicidio colposo e omissione di soccorso.
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