Camionette dell’Esercito E i cittadini si fermano
di Marcello Pulidori
Due jeep, ognuna con 3 militari a bordo, hanno iniziato il pattugliamento al Gad La Lega Nord arriva con gli striscioni. I residenti: «Bene, ma fino a quando?»
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Per Ferrara si può definire un giorno storico. Ore 17,15, due camionette-jeep dell’Esercito sbucano lente da viale 4 Novembre e si fermano al semaforo. Cerchiamo di avvicinare i militari (3 per ogni camionetta) per scambiare almeno un paio di battute ma il tentativo abortisce ancora prima del concepimento. Il soldato alla destra del conducente accenna un sorriso di gentilezza, ma le sue parole lasciano poco spazio ad altre idee. La consegna, ferrea, dei militari è (come peraltro è sempre, per i militari) non rilasciare nessuna dichiarazione. Tra i primi ad arrivare qui, all’incrocio tra viale Costituzione e viale 4 Novembre, c’è Nicola Lodi, segretario comunale della Lega Nord e tra i primissimi a chiedere, alcuni mesi fa, l’intervento dell’Esercito. Per certi versi, quello di ieri, è stato un giorno storico anche per l’esponente leghista. Il quale, mentre parla, srotola gli striscioni. Striscioni che poi, aiutato da una decina tra iscritti e simpatizzanti alla Lega, porterà per una manciata di secondi in mezzo all’incrocio (come mostrano le foto). I militari coprono due turni di servizio-pattugliamento del Gad: 13-19 e 19-1. Possono fermare e controllare le persone sospette, non possono effettuare arresti, in quanto non si è in una situazione di guerra ed, eventualmente, ad estrarre le manette devono essere carabinieri e polizia. Ma la presenza dei soldati, i loro frequentissimi spostamenti, l’occhio di militari abituati ad agire in condizioni di altissima tensione, tutto ciò viene notato dai cittadini, quelli a piedi, quelli che transitano in auto, ma anche dagli autisti dei bus, dei taxi, da numerosi studenti che attendono il verde al semaforo di viale 4 Novembre. «È un giorno importante - dichiara da lì a poco Lodi - , soprattutto per chi aveva chiesto l’intervento dell’Esercito in tempi non sospetti. Ora, ottenuto l’arrivo dei soldati, la cosa importante è questa: cercare di tenerli qui in servizio operativo fino a che la situazione non sarà veramente migliorata, finché - conclude Lodi, con ancora in mano picchetti e martelli - ci sarà la necessità di avere i soldati. Mi sembra una dichiarazione, la mia, di estremo buon senso».
Ma i residenti cosa ne pensano dell’arrivo dei militari dell’Esercito? Tra piazzale Castellina e il Grattacielo la maggioranza è favorevole all’Esercito, ma i distinguo non mancano. «Sì, è una buona cosa - dice Lauro, ex dipendente della Berco, oggi pensionato, un habitué del bar Fiorella, di fronte alla stazione dei treni, sotto i portici - , sì, fa piacere vedere i militari in servizio, è sempre un fatto che dà la sensazione della sicurezza al cittadino, ma fino a quando resteranno?». Si dice almeno fino alla fine dell’anno. «Speriamo - dice ancora Lauro - speriamo che sia così e che questo tempo serva per mettere a posto le cose in questo quartiere». I più, si diceva, sono favorevoli, e scommettere sulla maggioranza di sì all’Esercito era una scommessa con vittoria già quasi scontata: «Bene, era ora - dice con l’espressione seria seria una donna che, assieme al nipotino “ipnotizzato” dai soldati e dalle jeep che non aveva mai visto - , era ora. Ma sa che qui, dopo una certa ora, non vengono più nemmeno i taxi?». Un altro deciso ok ai soldati viene da Antonio, studente di ingegneria, scarpe da tennis e zainetto: «Io credo che sia positiva la presenza dei militari, e poi devo dire che mi pare una presenza discreta, non invasiva, senza inutili spettacolarità. Sì, sono sicuro che qualcosa migliorerà, qui al Gad».
Mentre le due camionette, una dietro l’altra, percorrono viale Costituzione, viale 4 Novembre, piazzale Castellina, viale Po, via Ortigara, via Oroboni, via Belvedere, via Porta Catena ed anche le stradine di collegamento alcune a fondo chiuso, si notano alcune pattuglie dei carabinieri, della polizia e della guardia di finanza.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Ma i residenti cosa ne pensano dell’arrivo dei militari dell’Esercito? Tra piazzale Castellina e il Grattacielo la maggioranza è favorevole all’Esercito, ma i distinguo non mancano. «Sì, è una buona cosa - dice Lauro, ex dipendente della Berco, oggi pensionato, un habitué del bar Fiorella, di fronte alla stazione dei treni, sotto i portici - , sì, fa piacere vedere i militari in servizio, è sempre un fatto che dà la sensazione della sicurezza al cittadino, ma fino a quando resteranno?». Si dice almeno fino alla fine dell’anno. «Speriamo - dice ancora Lauro - speriamo che sia così e che questo tempo serva per mettere a posto le cose in questo quartiere». I più, si diceva, sono favorevoli, e scommettere sulla maggioranza di sì all’Esercito era una scommessa con vittoria già quasi scontata: «Bene, era ora - dice con l’espressione seria seria una donna che, assieme al nipotino “ipnotizzato” dai soldati e dalle jeep che non aveva mai visto - , era ora. Ma sa che qui, dopo una certa ora, non vengono più nemmeno i taxi?». Un altro deciso ok ai soldati viene da Antonio, studente di ingegneria, scarpe da tennis e zainetto: «Io credo che sia positiva la presenza dei militari, e poi devo dire che mi pare una presenza discreta, non invasiva, senza inutili spettacolarità. Sì, sono sicuro che qualcosa migliorerà, qui al Gad».
Mentre le due camionette, una dietro l’altra, percorrono viale Costituzione, viale 4 Novembre, piazzale Castellina, viale Po, via Ortigara, via Oroboni, via Belvedere, via Porta Catena ed anche le stradine di collegamento alcune a fondo chiuso, si notano alcune pattuglie dei carabinieri, della polizia e della guardia di finanza.
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