Di Lascio indagato per omissione
di Daniele Predieri
Chiusa l’inchiesta sul presidente Ordine Medici. La difesa: «Nessun reato, tutto da archiviare»
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L’Ordine dei medici di Ferrara va alle elezioni, chiama alle urne gli oltre 3000 iscritti della provincia e tornano i veleni di sempre, come era accaduto alle precedenti consultazioni dell’autunno 2014, che innescarono aspri confronti e altrettanti ruvidi e tesi processi penali. La notizia che trapela, confermata dalla procuratrice reggente Patrizia Castaldini, riguarda Bruno Di Lascio, presidente uscente dell’Ordine dei medici di Ferrara, e candidato per la settima volta consecutiva a governare i camici bianchi ferraresi, indagato per omissioni d’atti d’ufficio. Di Lascio ha ricevuto la notifica della procura dell’atto di chiusura indagini a suo carico (ai primi di agosto), a conclusione di un’inchiesta aperta negli anni scorsi sulla base di un esposto di Pier Tommaso Mecozzi, ex vice presidente Ordine, fine anni 2000, più volte in collisione con lo stesso Di Lascio. La notizia non può che essere deflagrante perchè diventa pubblica alla vigilia del rinnovo del consiglio dell’Ordine, le cui elezioni sono fissate per questo fine settimana. Elezioni che potrebbero essere condizionate dalla nuova posizione di Di Lascio, indagato, come del resto lo furono le precedenti del 2014, sconquassate da polemiche e veleni sempre su Di Lascio che denunciò di essere stato minacciato, ricattato e consigliato a non candidarsi, a causa della posizione non chiarita dei suoi due figli, soprattutto Federico, medico anche lui. E ieri come oggi, i veleni si rinnovano sulla stessa posizione del figlio Federico. Perchè l’atto di conclusione indagine per omissione d’atti d’ufficio a carico di Di Lascio padre riguarda proprio la posizione del figlio, che venne prima inserito nella graduatoria delle assegnazioni di ambulatori medici nel Ferrarese (gli venne affidato a Voghiera), poi escluso in seguito alla revoca del diploma in medicina generale conseguito a Messina, poichè gli veniva contestata l'attività in una casa di cura di Ferrara in concomitanza con il corso siciliano. Tutto questo venne rilevato da controlli della Regione Emilia Romagna, mentre l’Ordine dei medici non rilevò nulla. Contro Di Lascio al momento vi sono solo ipotesi, spiegava ieri il procuratore Castaldini, visto che «la procura deve ancora definire la vicenda e valutare la decisione da adottare (se chiedere il rinvio a giudizio o meno, ndr), anche sulla base di memorie difensive e la richiesta di archiviazione presentata dai legali. Stiamo controllando con molta serenità , vista anche la situazione (elezioni incombenti, ndr)». Lo stesso legale Di Lascio, l’avvocato Massimo Mazzanti spiegava ieri di aver presentato memorie e richiesta di archiviazione poichè gli elementi di fatto escludono l’ipotesi di reato: l’Ordine non ha competenze di controllo sulle graduatorie, che spetta a Regione e Comitati contratti dei medici. Mentre ricordiamo che il figlio, Federico, dopo la controversia giudiziaria, ha ottenuto il reintegro in graduatoria e riassegnazione all’ambulatorio di Voghiera.
Da quanto si apprende, infine, la procura cittadina ha stralciato - diversi mesi fa - la sua posizione da quella del padre e l’avrebbe inviata alla procura di Messina, competente, per valutare ipotesi di falso e truffa.
Da quanto si apprende, infine, la procura cittadina ha stralciato - diversi mesi fa - la sua posizione da quella del padre e l’avrebbe inviata alla procura di Messina, competente, per valutare ipotesi di falso e truffa.
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