comacchio - il dato da marzo ad oggi
Grandi numeri per il Museo
Si contano il 35% di visitatori in più: «Un sogno che si è avverato»
2 MINUTI DI LETTURA
COMACCHIO. Partenza con numeri sorprendenti per il Museo Delta Antico che dal 25 marzo, giorno della sua inaugurazione, ad oggi ha totalizzato un 35% in più di visitatori rispetto allo stesso periodo del 2016, quando era presente il solo Museo del carico della nave romana. «Sono dati importanti, che ci stimolano a proseguire la strada intrapresa con il Comune - riferisce Patrizia Guidi, presidente di Po Delta Tourism, ente gestore dei percorsi museali integrati alle escursioni in Valle - e a catalizzare le attenzioni di una fetta di clientela sempre più attenta ed interessata». Non a caso il museo, che ospita più di 2mila reperti dalla preistoria all’alto Medioevo, provenienti in gran parte dagli scavi compiuti nel Mezzano e in Valle Pega durante le bonifiche del ’900, si apre ad orari allargati, in funzione della Sagra dell’anguilla e ad una nuova esposizione temporanea. Il linguaggio senza tempo del cibo, si lega a quello universale della cultura nella mostra dedicata al Guercino, con l’esposizione al Museo Delta Antico, del dipinto “Cena in Emmaus”, grazie ad una collaborazione con il Comune di Cento. «Ci si aspetta una buona affluenza al museo anche durante la sagra - prosegue la presidente di Po Delta Tourism -, con orari più estesi dalle 9.30 alle 18.30 la domenica ed il sabato dalle 9.30 alle 13 e dalle 15 alle 22. Abbiamo già ricevuto tante prenotazioni per gruppi organizzati». Il Museo Delta Antico sarà inoltre protagonista di una prima assoluta, “mercoledì al museo”, con apertura straordinaria, serale alle ore 21, visita guidata a tutto il percorso espositivo, sino al buffet nel giardino attiguo, a base di stuzzicherie locali e vini delle sabbie. Per informazioni è necessario contattare il centro di prenotazioni del Museo al recapito 0533 311316. Rimarcando quanto per la comunità comacchiese l’apertura fosse attesa da decenni, l'assessore alla cultura Alice Carli, ribadisce che «è stato un sogno che si è avverato e il successo che sta riscuotendo ripaga tutti coloro che a vario titolo hanno fornito il loro contributo perché ciò avvenisse. Ora, grazie al Protocollo dell'archeologia firmato recentemente - conclude l'assessore Carli -, c’è la volontà di realizzare un progetto comune di ricerca e di conservazione nella aree archeologiche di Santa Maria in Padovetere, di Spina e nell'abitato medievale di Comacchio». (k.r.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google