Più invecchia, più è bravo. Incredibile Richard Gere
L’ex ufficiale e gentiluomo protagonista dell’ultimo film di Cedar. Qui è un personaggio a metà strada tra Shakespeare e Tarantino
L’incredibile vita di Norman
Un film di Joseph Cedar. Con Richard Gere, Michael Sheen, Steve Buscemi, Josh Charles, Charlotte Gainsbourg. Drammatico, durata 117 minuti - Usa, Israele, 2016.
FERRARA. Gli anni passano per tutti e anche i sex symbol devono adeguarsi all’inesorabile legge del tempo. Ma chi dice che l’età più matura sia un handicap per un artista con la fama di seduttore? Richard Gere è il tipico caso di attore che migliora con la stagionatura, meglio di uno spek o di un vino in botte di rovere. Negli ultimi anni ha fornito un crescendo di interpretazioni tali da evidenziare il suo talento. Senza nulla togliere al clichè di bello e dannato degli esordi, da gigolò a ufficiale e gentiluomo, la bravura di Gere risalta ancora di più in questi ruoli da anziano e distinto signore che in passato calzavano a pennello a mostri sacri come Spencer Tracy e Rex Harrison.
Anche in questo suo ultimo film si conferma versatile ed adatto a tutto le stagione, probabilmente insieme a “Chicago”, è una delle sue interpretazioni più sorprendenti in chiave positiva. Questa volta è diretto dal regista israeliano ma americano di adozione Joseph Cedar, che si è distinto dieci anni fa per il significativo “Beaufort”, opera prima che ottenne una nomination all’Oscar come miglior film straniero. Il film fa un po’ il verso a certe storie alla Woody Allen, non solo per il sottofondo jazz ampiamente utilizzato nella colonna sonora, ma anche per l’ambiente ebreo newyorkese tanto caro al regista di Manhattan.
Gere interpreta il ruolo di faccendiere dell’alta società sempre pronto a scambiare favori ai potenti nella speranza di ottenere benefici e il suo apice lo ottiene quando un politico al quale aveva fatto in passato un favore diventa premier. Una metafora sul potere, sui cortigiani, su chi va sempre a caccia di rendite di posizione. Un remixare anche Shakespeare in ottica moderna con il pragmatismo tarantiniano, con un tipo che è un incrocio tra il mercante di Venezia e Wolf di “Pulp Fiction”, quello per intenderci che risolve i problemi. Accanto a Gere un cast ben assortito a cominciare da Micheal Sheen per finire con Steve Bushemi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
