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Alloggi popolari, si cambia Fuori chi non ne ha bisogno

ARGENTA. Pagare 20 euro di affitto per una casa popolare dal primo di ottobre (domani) non sarà più possibile. Minimo saranno 44. L’amministrazione di Argenta si è adeguata al nuovo regolamento che...

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ARGENTA. Pagare 20 euro di affitto per una casa popolare dal primo di ottobre (domani) non sarà più possibile. Minimo saranno 44. L’amministrazione di Argenta si è adeguata al nuovo regolamento che la Regione ha emanato per la determinazione dei canoni di locazione degli alloggi Erp. In sostanza, chi nel tempo è riuscito ad accumulare un determinato patrimonio, non può continuare a pagare 20 euro o rimanere in quell’appartamento, mentre lo stesso dovrebbe essere disponibile a chi veramente ha bisogno. Se n’è parlato l’altra sera in consiglio comunale.

L’assessore Samuela Pamini, ha illustrato il regolamento per il ricalcolo dei canoni secondo nuove impostazioni. La Pamini ha precisato che «era molto tempo che non si aggiornavano i canoni di locazione. In questi mesi abbiamo verificato quello che sospettavamo, cioè che esistevano delle situazioni di nuclei ospitati negli alloggi popolari anche se non coerenti con il senso dell’edilizia pubblica». Il punto centrale dell’illustrazione è stato il concetto di canone oggettivo: «Un concetto - ha spiegato la Pamini -, che non è mai stato molto chiaro: l’alloggio pubblico non è per la vita. Se un nucleo ha la capacità di accumulare un significativo patrimonio, non può avere il diritto a conservare un alloggio Erp, perché priverebbe dello stesso spazio un altro che ne avrebbe più bisogno».

L’assessore e tutta la giunta, sono coscienti che questo nuovo sistema emanato dalla Regione, rappresenti una riforma positiva «ma anche la consapevolezza - precisa Pamini - di aver ricorso a tutti i correttivi che avevamo a disposizione per tutelare i nuclei in difficoltà, soprattutto anziani e famiglie con Isee basso».

E proprio su questi elementi, è stato predisposto un fondo per attutire l’impatto di chi ne avrà necessità. Anche il passaggio da 20 a 44 euro, può rappresentare uno scalino difficile da superare. Al momento del voto, Luca Simoni (Pd) nell’annunciare il voto favorevole, ha detto che «questa è la strada giusta da seguire» mentre Gabriella Azzalli (Ar), pur condividendo, ha spiegato che «l’astensione è dettata dall’attesa delle verifiche effettive sull’applicazione». Dieci i voti favorevoli (Pd) e sei astensione (Ar, M5S e Fi).

Giorgio Carnaroli

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