HERA RISPONDE AI LETTORI DELLA NUOVA
«La tesserina è legata alla residenza»
L’introduzione della Carta Smeraldo fa affiorare una serie di casi per disciplinarne l’uso che fanno sorgere dubbi e anche diverse interpretazioni. Ad esempio nei giorni scorsi i nostri lettori,...
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L’introduzione della Carta Smeraldo fa affiorare una serie di casi per disciplinarne l’uso che fanno sorgere dubbi e anche diverse interpretazioni. Ad esempio nei giorni scorsi i nostri lettori, scrivendo alla Nuova Ferrara, si domandavano per quale motivo la tessera non sia stata inviata al domicilio dei residenti, cosa che avrebbe evitato lunghe file ed inconvenienti di vario tipo.E poi c’è il problema degli inquilini soprattutto studenti. Devono avere la carta smeraldo loro o il propietario dell’immobile? È chi vive all’estero?
Hera raccolte le osservazioni dei lettori spiega che «mentre la tessera sanitaria è strettamente personale e ogni cittadino che la riceve la porta con sé (e la utilizza ovunque, anche a seguito di un cambio di residenza), la smart card per accedere all’apertura dei nuovi cassonetti è strettamente legata al luogo di residenza e, in particolare, al soggetto intestatario dell’attuale Tari: dunque se la Tari oggi la paga il proprietario dell’appartamento sarà costui che dovrà ritirarla e consegnarla allo studente che occupa il suo appartamento e, nel caso gli subentri un altro studente, dovrà aver cura di ritirarla dal primo e consegnarla al suo successore. Viceversa, se lo studente ha un regolare contratto di affitto e il proprietario vorrà “responsabilizzare” il suo affittuario sui volumi conferiti (e conseguentemente sul valore più o meno alto che dovrà essere pagato per il conferimento dei rifiuti) dovrà volturare il contratto a nome dello studente. L’avvio della cosiddetta “tariffazione puntuale”, che è prevista dalla legge (lex, dura lex, sed lex), complicherà inevitabilmente un po’ la nostra vita quotidiana ma, appunto, è necessario per norma e per migliorare l’ambiente».
«Per questo motivo - prosegue Hera - abbiamo ritenuto necessario, d’intesa con l’Amministrazione Comunale, incontrare i cittadini e spiegare loro tutti i meccanismi, non solo tecnici, del nuovo sistema di tariffazione del servizio rifiuti. La misurazione dei rifiuti indifferenziati che ogni cittadino produrrà (e sulla base della quale dovrà pagare la parte variabile della “bolletta rifiuti”) può avvenire solo in due modi: o con la raccolta “porta a porta” mediante l’esposizione in giorni prefissati (di norma una volta la settimana) di un bidoncino dotato di un codice identificativo, oppure, come nel caso di Ferrara, mediante il conferimento ad un cassonetto dotato di calotta elettronica a disposizione dei cittadini 24 ore su 24. Si è parlato “dell’intelligenza o meno” dei cassonetti e delle calotte, che potranno essere più o meno sofisticati e, per definizione, migliorabili; la “vera intelligenza” tuttavia va ricercata nelle persone che, con l’aiuto iniziale di Hera, del Comune e delle varie forme di tutoraggio che sono messe in campo, dovranno pazientemente abituarsi a questo nuovo sistema, consapevoli che con un po’ di attenzione contribuiranno a migliorare il nostro ambiente, evitando di abbandonare per strada i rifiuti con la scusa di dover fare una piccola cosa in più».
Hera raccolte le osservazioni dei lettori spiega che «mentre la tessera sanitaria è strettamente personale e ogni cittadino che la riceve la porta con sé (e la utilizza ovunque, anche a seguito di un cambio di residenza), la smart card per accedere all’apertura dei nuovi cassonetti è strettamente legata al luogo di residenza e, in particolare, al soggetto intestatario dell’attuale Tari: dunque se la Tari oggi la paga il proprietario dell’appartamento sarà costui che dovrà ritirarla e consegnarla allo studente che occupa il suo appartamento e, nel caso gli subentri un altro studente, dovrà aver cura di ritirarla dal primo e consegnarla al suo successore. Viceversa, se lo studente ha un regolare contratto di affitto e il proprietario vorrà “responsabilizzare” il suo affittuario sui volumi conferiti (e conseguentemente sul valore più o meno alto che dovrà essere pagato per il conferimento dei rifiuti) dovrà volturare il contratto a nome dello studente. L’avvio della cosiddetta “tariffazione puntuale”, che è prevista dalla legge (lex, dura lex, sed lex), complicherà inevitabilmente un po’ la nostra vita quotidiana ma, appunto, è necessario per norma e per migliorare l’ambiente».
«Per questo motivo - prosegue Hera - abbiamo ritenuto necessario, d’intesa con l’Amministrazione Comunale, incontrare i cittadini e spiegare loro tutti i meccanismi, non solo tecnici, del nuovo sistema di tariffazione del servizio rifiuti. La misurazione dei rifiuti indifferenziati che ogni cittadino produrrà (e sulla base della quale dovrà pagare la parte variabile della “bolletta rifiuti”) può avvenire solo in due modi: o con la raccolta “porta a porta” mediante l’esposizione in giorni prefissati (di norma una volta la settimana) di un bidoncino dotato di un codice identificativo, oppure, come nel caso di Ferrara, mediante il conferimento ad un cassonetto dotato di calotta elettronica a disposizione dei cittadini 24 ore su 24. Si è parlato “dell’intelligenza o meno” dei cassonetti e delle calotte, che potranno essere più o meno sofisticati e, per definizione, migliorabili; la “vera intelligenza” tuttavia va ricercata nelle persone che, con l’aiuto iniziale di Hera, del Comune e delle varie forme di tutoraggio che sono messe in campo, dovranno pazientemente abituarsi a questo nuovo sistema, consapevoli che con un po’ di attenzione contribuiranno a migliorare il nostro ambiente, evitando di abbandonare per strada i rifiuti con la scusa di dover fare una piccola cosa in più».
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