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«Mio padre era legato e chiedeva aiuto»

«Mio padre era legato e chiedeva aiuto»

Il racconto della titolare di Aurum: grazie ai carabinieri, un sollievo sapere che i banditi sono in carcere

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«È un sollievo sapere che le persone che hanno malmenato mio padre non sono più a piede libero, e anche i loro complici. Un ringraziamento ai carabinieri per le indagini svolte e il lavoro fatto».

A parlare è Linda Giulianelli, figlia di Marco, l’uomo di 73 anni aggredito nel suo negozio Aurum lo scorso 28 gennaio. Una giornata che Linda non dimenticherà facilmente: «Mio padre era atteso a pranzo per le 13 circa, ma tardava. Mia madre lo aveva cercato più volte, sia al fisso che al cellulare, ma entrambi i telefoni squillavano a vuoto». Quando il ritardo ha cominciato a diventare preoccupante, la figlia, co-titolare dell’esercizio, ha deciso di andare a controllare. «Tutte le luci erano accese e mi sono resa conto immediatamente che qualcosa non andava. Sul momento avevo temuto che mio papà si fosse sentito male, poi sono entrata e dal vetro l’ho visto rannicchiato qui, vicino alla cassaforte - prosegue indicando un punto dietro il bancone - Era immobilizzato mani e piedi con il nastro da pacchi, era stato anche imbavagliato ma era riuscito ad abbassare un po’ lo scotch e con voce flebile chiedeva aiuto, ma nessuno dalla strada avrebbe potuto sentirlo. Lo avevano legato così forte che le mani gli erano diventate cianotiche. Ho subito chiamato il 118 e le forze dell’ordine». Per il signor Marco la convalescenza è stata ed è lunga: 40 giorni di prognosi per la frattura della tibia, poi una caduta dovuta ai postumi del pestaggio che lo sta costringendo all’immobilità. «Forse - aggiunge - non potrà nemmeno riprendere a lavorare in negozio».

Linda Giulianelli è stata determinante per le indagini. È stata lei ad avere la prontezza e il sangue freddo, due settimane dopo la rapina, di avvertire i carabinieri quando ha riconosciuto la refurtiva che lo sprovveduto ricettatore stava cercando di piazzare.

«Naturalmente mi sono accorta subito che quei monili erano gli stessi che ci erano stati rubati - racconta - A un certo punto il ragazzo è uscito, per chiedere a qualcuno rimasto fuori se il prezzo proposto andava bene. Io ho approfittato di quei minuti di assenza per chiamare i carabinieri». E da quell’arresto sono poi decollate le indagini che hanno portato a catturare l’intera banda.

«Grazie ancora ai carabinieri, quello che ha passato mio padre è stato tremendo, sia dal punto di vista fisico che psicologico - conclude Linda Giulianelli - Due ragazzi di 22 e 28 anni non si sono fatti scrupolo di malmenare un uomo di 73». (a.m.)

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