i comitati di gad e zona stadio
«Esercito, decisione giusta ma tardiva per la sicurezza»
Anche i comitati (le associazioni Zona Stadio, Gad Sicura, Insorgenti e Residenti Gad) intervengono sulla questione dei militari a Ferrara. E spiegano che «l’arrivo a dell’Esercito, al quale l’Amminis...
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Anche i comitati (le associazioni Zona Stadio, Gad Sicura, Insorgenti e Residenti Gad) intervengono sulla questione dei militari a Ferrara. E spiegano che «l’arrivo a dell’Esercito, al quale l’Amministrazione era notoriamente sfavorevole, è la conseguenza di una situazione di insicurezza e pericolosità che è oggettivamente sfuggita di mano alle autorità cittadine competenti». Pertanto associazioni e gruppi di cittadini «salutano con piacere questo nuovo ausilio alla sicurezza degli abitanti e frequentatori del quartiere Giardino, Gad, identificato come il ghetto dello spaccio e del degrado». Una decisione da parte delle autorità «sicuramente tardiva poiché da anni associazioni e gruppi che si occupano di riqualificare il quartiere hanno richiesto più volte potenziamento dei controlli e maggior numero di personale sul territorio». Si dicono «certi che l’esercito verrà accolto favorevolmente dai residenti che condividono il loro quotidiano vivere con fenomeni sempre più frequenti ed intensi di risse, spaccio, violenza e micro-criminalità».
«Dal nostro punto di vista riteniamo che dodici militari non rappresentino un’invasione, come qualcuno sostiene, ma un segnale oggettivo di presenza delle forze dell’ordine che dà più sicurezza, più tranquillità ai cittadini oramai rassegnati da quello che vedono e che spesso li porta a non uscire di casa in certi orari e a chi rientra a casa dal lavoro di sera». L’Esercito viene visto come «una piccola speranza di chi l’ha perduta. Un segno di poter risanare un quartiere dove la criticità è finalmente sotto gli occhi di tutti i ferraresi. Una situazione nel tempo sfuggita di mano a chi non ha voluto vedere e riconoscere il fallimento della politica di integrazione così come è stata condotta fino ad oggi».
«Dal nostro punto di vista riteniamo che dodici militari non rappresentino un’invasione, come qualcuno sostiene, ma un segnale oggettivo di presenza delle forze dell’ordine che dà più sicurezza, più tranquillità ai cittadini oramai rassegnati da quello che vedono e che spesso li porta a non uscire di casa in certi orari e a chi rientra a casa dal lavoro di sera». L’Esercito viene visto come «una piccola speranza di chi l’ha perduta. Un segno di poter risanare un quartiere dove la criticità è finalmente sotto gli occhi di tutti i ferraresi. Una situazione nel tempo sfuggita di mano a chi non ha voluto vedere e riconoscere il fallimento della politica di integrazione così come è stata condotta fino ad oggi».
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