Ferrara: tra Spal, Gad e festival vigili a corto di uomini
L’allarme lanciato dalla comandante della polizia municipale, Laura Trentini «Purtroppo per la carenza del personale si fanno scelte oculate e dolorose»
FERRARA. L’approdo della Spal in serie A ha modificato alcune situazioni che parevano inamovibili. Tra queste, anche la presenza della Polizia municipale vicino alle scuole, presenza considerata irrinunciabile e utilissima soprattutto dalle famiglie degli alunni, presenza che garantisce sicurezza stradale soprattutto nei momenti dell’entrata e della uscita da scuola.
A spiegare le ragioni di queste modifiche è ora Laura Trentini comandante della Polizia municipale Terre Estensi: «Devo confermare - spiega la comandante – che , mio malgrado, quest’anno, dopo molti in cui siamo riusciti a preservare e anche aumentare il servizio, mettendo in campo anche tutto il personale interno, abbiamo dovuto ridurlo, operando scelte oculate quanto dolorose. La promozione della Spal in serie A, con tutte le necessità maggiori che ciò comporta, è la principale ragione ma non l’unica: le numerosissime manifestazioni che affollano la città – prosegue la Trentini - , il maggior dispiegamento di forze nella zona Gad, l’aumentato numero di controlli di polizia amministrativa in aree critiche, le attività di controllo coordinato, assorbono – dice ancora la comandante della Polizia municipale- gran parte delle risorse umane».
Insomma, facendo una sintesi, si potrebbe dire che la Spal, ma non solo, ed i servizi di ordine pubblico che ad essa sono collegati, tolgono agli uomini in divisa molte delle energie prima disponibili.
La Trentini prosegue: «Molto si è parlato – dice ancora la comandante - delle carenze di organico delle Forze di Polizia, meno di quelle che gravano sulla Municipale, probabilmente perché, ciononostante e senza clamore, abbiamo saputo faticosamente fare sempre fronte ai nostri impegni. Ora non è più possibile e le opzioni messe in campo non costituiscono un criterio di priorità, ma di necessità. I cittadini suggeriscono una soluzione che da anni abbiamo tentato di adottare, purtroppo senza successo. Non abbiamo infatti mancato di interpellare diverse associazioni di volontariato, nonché quelle della Protezione civile della provincia e pure dei carabinieri in pensione, soggetti abituati ad affrontare situazioni analoghe; tuttavia, nessuna è stata in grado di assicurare la propria disponibilità. Fare affidamento sulla spontanea adesione di veri e propri ‘nonni’ – dice ancora la comandante Trentini - , come pure delle associazioni di volontariato, è possibile, ma solo in contesti piuttosto limitati, per non mettere a repentaglio la loro ed altrui incolumità. Infatti non potendo essi svolgere funzioni di polizia stradale, ma solo mansioni del tutto ausiliarie e non sostitutive di quelle della Polizia Municipale, che dovrebbe tuttavia coordinarne l’attività, previa breve formazione, dovrebbero agire in situazioni assai protette e in condizioni di traffico limitate. Un percorso che potrà essere riconsiderato – conclude infine la comandante Trentini - se ci saranno i giusti interlocutori».
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