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Maxi allevamento Il Comitato invia dossier in Regione

BONDENO. In questi giorni, il Cvr (Comitato verifica ricostruzione) ha inviato alla commissione di Valutazione impatto ambientale della Regione una corposa documentazione con svariate richieste e...

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BONDENO. In questi giorni, il Cvr (Comitato verifica ricostruzione) ha inviato alla commissione di Valutazione impatto ambientale della Regione una corposa documentazione con svariate richieste e osservazioni, in merito alla domanda di un nuovo allevamento che dovrebbe sorgere nel territorio di Finale Emilia, al confine con Bondeno. Si tratta di una richiesta di autorizzazione per un allevamento di: 85mila polli da ingrasso, 60mila galline ovaiole, o 3mila posti per suini da produzione e 900 scrofe. Tutto questo, in via Argine Diversivo, tra la zona denominata Quattrina nel fondo Ca Grande, dove esisteva negli anni passati un allevamento di medie dimensioni, adiacente ad un fabbricato storico del Seicento. «Anche se incomprensibile – avverte il comitato - la normativa Errani-Bonaccini, che regola l’erogazione dei contributi regionali per gli edifici colpiti dal sisma, prevede che ancora oggi, dopo tanti anni, si possa comprare un immobile produttivo reso inagibile dal terremoto. Conservando i diritti del contributo, a patto che sia verificato il funzionamento dell’attività produttiva, per via documentale, il giorno del terremoto stesso. Un fatto che sta avvenendo in merito al nuovo allevamento, se la commissione darà esito positivo. Si chiederanno circa 5,2 milioni per la demolizione e ricostruzione – assicura il Cvr -. A rigor di logica, sarebbe stato accettabile che i diritti avessero avuto un termine temporale di un anno, come del resto era stabilito nella prima normativa. Ma di anno in anno, a forza di proroghe, siamo arrivati a oltre 5 anni dal sisma, con la conseguenza che sono decine i casi come questo». La cosa che non convince il comitato civico è che, «trattandosi di imprese produttive che hanno bisogno di importi non indifferenti, in qualche caso la verifica del funzionamento dell’attività nei giorni precedenti al sisma è troppo superficiale: ci si fida delle parole, senza verificare con i dovuti documenti, come previsto dalla normativa, la vera attività. Anche quantificandola in base al tipo di produzione, non si possono concedere milioni, per esempio, per una ex fabbrica che produceva una sedia al mese». Il comitato verifica della ricostruzione si sta occupando anche della ricostruzione di edifici privati, alla ricerca di tutte le eventuali anomalie. «Sono troppe, tante le incongruenze della normativa regionale – concludono gli esponenti del comitato - dove si concedono milioni fatto che andremo a segnalare alla commissione Europea il prossimo mese, mentre ad oggi, nel cratere, ci sono ancora 6mila persone fuori dalle proprie case».

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