«Da giorni Adan non stava bene»
Il padre Syed: la curavamo con l’aerosol contro il freddo. Il cordoglio del paese
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CASUMARO. «La mia bimba se n'è andata. Ci mancherà tanto il suo sorriso e la sua gioia di vivere». Tutta la comunità di Casumaro si è stretta ieri attorno alla famiglia Hussain, colpita dal dolore per la perdita della piccola Adan. A raccontare l'accaduto, il papà Syed Shafqut: «La settimana scorsa ha avuto attacchi di asma, malattia di cui soffriva fin da piccolissima. Adan sentiva sempre i cambiamenti di tempo, la facevano stare male. Con l'arrivo dei primi freddi, l'asma le veniva spesso. Siamo andati dal dottore che l'ha visitata e ci ha prescritto le medicine da darle. Ha fatto la cura e stava meglio». Poi sabato, tutta la famiglia Hussain, composta da padre, madre, Adan e tre fratelli, un maschio di 10 anni e due sorelle di 6 e 3 anni, è andata a Carpi per un'iniziativa di preghiera. «Ma a Carpi non è stata bene - riferisce il papà - e quindi siamo tornati a casa. Le abbiamo rifatto l'aerosol, ridato le medicine che il dottore ci aveva prescritto. Sembrava si fosse ripresa, che stesse meglio, quindi l'abbiamo accompagnata a letto, a dormire». Poi ieri mattina il tragico epilogo: «Si è alzata piangendo, e mia moglie l'ha accompagnata in bagno verso le 8, le 8.30. Non stava molto bene, continuava a piangere. La mamma le ha rifatto l'aerosol e ridato la medicina, come prescritto dal medico. Poi all'improvviso è svenuta in braccio alla mamma. Non rispondeva più. Abbiamo subito chiamato i soccorsi». Da qui l'arrivo del 118, dell'auto medica e dell’elisoccorso: «I medici le hanno fatto il massaggio cardiaco, ma ci avevano detto che era grave». Il papà è partito subito per l'ospedale di Cona, dove la bimba era stata trasportata dall'ambulanza: «Abbiamo sperato fino alla fine. Il cuore ha retto per un po', poi la mia bimba non ce l'ha fatta. E se n'è andata. Ha smesso di lottare a 4 anni e mezzo».
Accanto alla famiglia che ha deciso di riportare il corpo della piccola in Pakistan per la sepoltura, il referente della comunità pakistana di Cento e dell'Alto Ferrarese Tahir Mahmood. Con la voce rotta dalle dolore e dalle lacrime, il papà Syed Shafqut racconta poi dell'affetto dimostrato da Casumaro, una comunità a cui è legato. «Sono 20 anni e più che abito a Cento». Syed Shafqut infatti è stato uno dei primi ad arrivare in città dal Pakistan. Poi nel 2009 con la famiglia si è trasferito a Casumaro, in via Bondenese 160. Prima ha lavorato in paese, oggi è dipendente della Fgr di Dosso: «Adan, come i suoi fratelli, frequentava la materna qui a Casumaro. Sono venute le sue maestre a trovarci. Davvero in tanti ci hanno dimostrato affetto e vicinanza».
Beatrice Barberini
Accanto alla famiglia che ha deciso di riportare il corpo della piccola in Pakistan per la sepoltura, il referente della comunità pakistana di Cento e dell'Alto Ferrarese Tahir Mahmood. Con la voce rotta dalle dolore e dalle lacrime, il papà Syed Shafqut racconta poi dell'affetto dimostrato da Casumaro, una comunità a cui è legato. «Sono 20 anni e più che abito a Cento». Syed Shafqut infatti è stato uno dei primi ad arrivare in città dal Pakistan. Poi nel 2009 con la famiglia si è trasferito a Casumaro, in via Bondenese 160. Prima ha lavorato in paese, oggi è dipendente della Fgr di Dosso: «Adan, come i suoi fratelli, frequentava la materna qui a Casumaro. Sono venute le sue maestre a trovarci. Davvero in tanti ci hanno dimostrato affetto e vicinanza».
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