Scrive ai suoi compaesani dopo la denuncia subita
Berra, la 66enne punita per la frase su Facebook ha distribuito un volantino Ringraziando ironicamente le istituzioni “per l’attenzione prestata al problema”
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BERRA. Continua a tenere banco a Berra la denuncia a carico di due donne del paese, di 42 e 66 anni, la cui colpa è stata scrivere commenti ritenuti ingiuriosi nei confronti delle autorità (civiche e militari) sulla pagina Facebook “Sei di Berra se...”. A far scattare la rabbia una situazione ben nota in paese, con problematiche di diverso tipo. Le due donne, ricordiamolo, sono state denunciate in stato di libertà per il reato “oltraggio a un corpo politico amministrativo o giudiziario e vilipendio alle istituzioni”. Il paese come abbiamo scritto nei giorni scorsi si è diviso in due, se sulla stessa pagina Facebook la maggior parte dei componenti sta dalla parte delle due donne, la notizia ha avuto notevole clamore a livello mediatico, trovando anche opinioni di persone favorevoli alla denuncia, perché certi commenti - in generale - hanno superato i limiti e sono ingiustificati.
La novità è che nella giornata di sabato una delle due donne denunciate, ovvero la 66enne Marica Trevisan in Donà (che ha risposto al primo post della 42enne scritto lo scorso 23 settembre) ha deciso di prendere simbolicamente carta e penna (in realtà ha scritto con il computer) e ha messo nero su bianco alcune considerazioni sulla propria vicenda. Considerazioni stampate e distribuite in tutto il paese, mettendoci dunque la firma (e la faccia) ma senza entrare nel merito della denuncia.
La 66enne dopo aver brevemente illustrato la situazione familiare, con la presenza di un figlio costretto sulla sedia a rotelle a causa di un incidente stradale, ha ringraziato ironicamente il sindaco (Zaghini, ndr), il suo vice (Barbieri, ndr) ed il corpo dei vigili urbani dell’Unione “per l’attenzione prestata ad un problema che ha coinvolta e coinvolge tuttora la nostra famiglia”. Problemi da 2 anni di vicinato con la famiglia in questione, sfociati in denunce che mai hanno avuto un seguito, né un vero interessamento da parte delle autorità competenti, almeno secondo la 66enne. Da qui lo sfogo della donna contro le autorità stesse. I fogli distribuiti riportano dettagliatamente quello che è successo, come a voler dire che il motivo delle parole scritte dalla Trevisan su Facebook ha un inizio ben preciso e, con questa pubblicazione, ha deciso di farlo sapere a tutti i concittadini. (m.b.)
La novità è che nella giornata di sabato una delle due donne denunciate, ovvero la 66enne Marica Trevisan in Donà (che ha risposto al primo post della 42enne scritto lo scorso 23 settembre) ha deciso di prendere simbolicamente carta e penna (in realtà ha scritto con il computer) e ha messo nero su bianco alcune considerazioni sulla propria vicenda. Considerazioni stampate e distribuite in tutto il paese, mettendoci dunque la firma (e la faccia) ma senza entrare nel merito della denuncia.
La 66enne dopo aver brevemente illustrato la situazione familiare, con la presenza di un figlio costretto sulla sedia a rotelle a causa di un incidente stradale, ha ringraziato ironicamente il sindaco (Zaghini, ndr), il suo vice (Barbieri, ndr) ed il corpo dei vigili urbani dell’Unione “per l’attenzione prestata ad un problema che ha coinvolta e coinvolge tuttora la nostra famiglia”. Problemi da 2 anni di vicinato con la famiglia in questione, sfociati in denunce che mai hanno avuto un seguito, né un vero interessamento da parte delle autorità competenti, almeno secondo la 66enne. Da qui lo sfogo della donna contro le autorità stesse. I fogli distribuiti riportano dettagliatamente quello che è successo, come a voler dire che il motivo delle parole scritte dalla Trevisan su Facebook ha un inizio ben preciso e, con questa pubblicazione, ha deciso di farlo sapere a tutti i concittadini. (m.b.)
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