Case popolari, si cambia: più rispetto per gli alloggi
Ostellato, nuovo regolamento: in lista chi risiede da più di 5 anni nel Comune. Poi arrivano obblighi di collaborazione nel decoro degli ambienti comuni
OSTELLATO. Essere ospitati in un alloggio popolare, è sì un diritto ma che porta con sé tutta una serie di doveri. O almeno così dovrebbe essere. Il Comune di Ostellato, assieme a Acer, ha rivisto il regolamento per l’assegnazione delle case, approvato in consiglio. Con diverse novità. Tra le più rilevanti l’obbligo di residenza da almeno cinque anni in territorio comunale e una serie di controlli sullo stato degli immobili. Insomma, non basta averne diritto, bisogna nel tempo anche avere cura del bene che viene assegnato. «Con il nuovo regolamento - spiega il sindaco Andrea Marchi - possiamo avere una sorta di fotografia sempre aggiornata sulla situazione degli utenti. In modo particolare vengono definite tre fasce: una di accesso con isee a 7500 euro, una fascia di permanenza e una di decadenza». Non solo, il patrimonio viene ad essere valutato in maniera puntuale e se le famiglie raggiungono una certa soglia (35mila euro) scatta un adeguamento importante del canone di affitto a prezzi di mercato. Qualora tale import giunga a 49mila euro scatta la decadenza dall’alloggio.
«Sono previsti inoltre puntuali controlli del reddito - aggiunge il sindaco - come le eventuali variazioni in meglio o in peggio del reddito determinano un adeguamento in alto o in basso del canone».Il comune di Ostellato vede anche il principio di anzianità di residenza: per avere l’alloggio bisogna essere residenti nel comune da almeno 5 anni. Il regolamento redatto insieme ad Acer, cosi come per gli altri comuni, «diviene un ulteriore strumento di equità sociale e di esatta adesione alla situazione reddituale degli utenti. Chi ha meno deve pagare meno, chi versa in condizioni migliori deve pagare adeguatamente alla proprie entrate».
Inoltre, «stiamo intervenendo su una serie di utenti poco rispettosi delle regole minime del vivere civile - spiega il primo cittadino - in modo tale da garantire il rispetto della cosa pubblica. Alcuni hanno comportamenti di poco rispetto, dalla tenuta malamente dei cani agli obblighi di collaborazione nel decoro degli ambienti comuni fino al doloso, e sottolineo doloso, mancato pagamento di canoni anche esigui».
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