«I nuovi orari di Ztl non ci fanno lavorare»
Protesta l’azienda di manutenzione macchine da bar La Brasiliana «Se c’è un guasto dalle 10.30 alle 15.30 addio tazzine di caffé in centro»
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Il cambio di orario del traffico in Ztl rischia di privare i bar del centro del “pronto soccorso” in caso di guasto alle attrezzature. E di togliere agli stessi manutentori un’importante fetta di mercato. L’allarme proviene dall’azienda La Brasiliana di via Veneziani, impresa che alla torrefazione e vendita di caffé ha esteso la propria attività alla manutenzione delle attrezzature degli esercizi pubblici, poiché «se vuoi stare in concorrenza devi offrire servizi di supporto». Finora gli orari di ingresso in Ztl dalle 7 alle 19 non-stop ben si adattavano alle esigenze dell’azienda. Non così i nuovi orari: dalle 6 alle 10.30 e poi dalle 15.30 alle 17.
Uno “spezzato” molto penalizzante che comincia troppo presto («alle 6 i nostri uffici sono ancora chiusi») e con un vuoto di diverse ore nella fascia centrale della giornata. Il Comune aveva informato l’azienda della novità con una raccomandata a inizio giugno, sottolineando tra l’altro che l’orario “allargato” non era necessario a La Brasiliana, non essendo quella della manutenzione la sua attività principale.
Per manifestare il suo disaccordo, l’azienda ha mandato per due volte una mail all’assessore Modonesi e al dirigente Pocaterra, spiegando come, per reggere la concorrenza, la manutenzione alle attrezzature dei locali-clienti sia stata aggiunta al proprio oggetto sociale «ma nessuno si è preoccupato nemmeno per rispondere di averne preso visione».
Al momento, si legge, «abbiamo due persone per la lavorazione-produzione e quattro tecnici manutentori, questo per spiegare come si evolve il mercato. Nel 2016 abbiamo speso 52.900 euro per l’acquisto di ricambi utili alla manutenzione e abbiamo due autocarri completamente attrezzati all’interno, con tutta la dotazione necessaria per la riparazione e sostituzione dei pezzi in loco».
Viene fatto notare inoltre che in caso di rottura della macchina del caffé o del macinacaffé non si potrà intervenire dalle 10.30 alle 15.30: «lasciare un bar senza poter lavorare è un danno economico che si ripercuote su tutti. E lo stesso per pizzerie e ristoranti che aprono alle 17 del pomeriggio, e se le attrezzature non partono noi non possiamo intervenire».
Vallo poi a spiegare, ai clienti, che il caffé manca perché i meccanici non possono entrare in centro. Manco a pensarla l’ipotesi di andare a piedi «perché l’attrezzatura per la manutenzione ricopre un pianale intero, non si tratta di una valigetta 24 ore». Anche al Comune, concludono, converrebbe rivedere la propria posizione «tenendo conto che oltretutto il danno è reciproco perché in caso di riduzione degli orari non serviranno più quattro permessi (480 euro all’anno), ma potremo utilizzarne solo due.
Uno “spezzato” molto penalizzante che comincia troppo presto («alle 6 i nostri uffici sono ancora chiusi») e con un vuoto di diverse ore nella fascia centrale della giornata. Il Comune aveva informato l’azienda della novità con una raccomandata a inizio giugno, sottolineando tra l’altro che l’orario “allargato” non era necessario a La Brasiliana, non essendo quella della manutenzione la sua attività principale.
Per manifestare il suo disaccordo, l’azienda ha mandato per due volte una mail all’assessore Modonesi e al dirigente Pocaterra, spiegando come, per reggere la concorrenza, la manutenzione alle attrezzature dei locali-clienti sia stata aggiunta al proprio oggetto sociale «ma nessuno si è preoccupato nemmeno per rispondere di averne preso visione».
Al momento, si legge, «abbiamo due persone per la lavorazione-produzione e quattro tecnici manutentori, questo per spiegare come si evolve il mercato. Nel 2016 abbiamo speso 52.900 euro per l’acquisto di ricambi utili alla manutenzione e abbiamo due autocarri completamente attrezzati all’interno, con tutta la dotazione necessaria per la riparazione e sostituzione dei pezzi in loco».
Viene fatto notare inoltre che in caso di rottura della macchina del caffé o del macinacaffé non si potrà intervenire dalle 10.30 alle 15.30: «lasciare un bar senza poter lavorare è un danno economico che si ripercuote su tutti. E lo stesso per pizzerie e ristoranti che aprono alle 17 del pomeriggio, e se le attrezzature non partono noi non possiamo intervenire».
Vallo poi a spiegare, ai clienti, che il caffé manca perché i meccanici non possono entrare in centro. Manco a pensarla l’ipotesi di andare a piedi «perché l’attrezzatura per la manutenzione ricopre un pianale intero, non si tratta di una valigetta 24 ore». Anche al Comune, concludono, converrebbe rivedere la propria posizione «tenendo conto che oltretutto il danno è reciproco perché in caso di riduzione degli orari non serviranno più quattro permessi (480 euro all’anno), ma potremo utilizzarne solo due.
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