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Piange il bar Lacrima Café dopo l’undicesimo furto

Piange il bar Lacrima Café dopo l’undicesimo furto

L’ultimo colpo domenica sera: spariti salumi e olio. Una serie che dura da 5 anni Il titolare: «Esasperante». Lodi (Lega): sorveglianza nella zona di via Maverna

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Il suo è il più sventurato dei record: in cinque anni di attività ha già subito ben undici furti.

Titolare del poco invidiabile primato, Gianluca Pede, 39 anni, titolare del Lacrima Café di via Maverna, nel parcheggio del complesso in cui trovano sede l’Agenzia delle Entrate ed Equitalia. Ma la “tassa” più pesante Luca l’ha pagata e continua a pagarla ai ladri. L’ultimo episodio risale a domenica sera; nonostante l’allarme, scattato puntualmente, i ladri sono riusciti a mettere a segno la razzia e scappare con un bottino di salumi, posate e bottiglie d’olio - e un po’ di spiccioli del fondocassa - prima dell’arrivo delle guardie del Corpo Vigili Giurati.

«Mi hanno chiamato a un quarto alle due - racconta lo stesso titolare - I ladri hanno spaccato il vetro antisfondamento dell’ingresso e sono entrati. Il locale è piccolo, non c’è molto da rubare e non tengo mai soldi eccetto un po’ di fondocassa. Hanno portato via quello che hanno trovato, più che altro alimentari e olio, e perfino le posate». Un colpo fotocopia rispetto agli altri furti ai danni dell’esercizio che fin dalla sua apertura, cinque anni fa, non ha avuto pace.

Nell’area ci sono solo uffici e di notte si spopola, diventando zona franca per i malintenzionati. «A volte hanno forzato la porta con un piede di porco, altre volte hanno fatto la spaccata, ma la storia si ripete identica ogni volta: entrano e portano via quello che trovano. È una cosa esasperante, ci si sente senza difese. Ho messo l’allarme, ma fanno in tempo lo stesso a rubare. Per fortuna anche stavolta sono riuscito ad aprire il bar e a non perdere la giornata lavorativa».

Ieri il titolare è arrivato in anticipo, alle 5, per poter rimettere in sesto il locale ed essere pronto a ricevere per le colazioni i clienti più mattinieri. Non c’è stato nemmeno il tempo per sporgere denuncia alla polizia di Stato, arrivata sul posto su indicazione del Corpo Vigili Giurati per il primo sopralluogo, perché Pede ieri ha dovuto attendere il vetraio che gli riparasse la porta. I ladri, tra l’altro, nel rompere il vetro si sono tagliati lasciando sul posto tracce di sangue, indizio prezioso per gli inquirenti.

Sul caso è intervenuto anche il segretario comunale della Lega Nord Nicola Lodi: L’amministrazione non può ignorare questa situazione e dopo 11 furti deve agire. Mettere impianti di video sorveglianza come in altri quartieri sarebbe già un ottimo deterrente. L’esercito passa da via Felisatti e via del Lavoro e si potrebbe chiedere di allargare il tragitto di 200 metri in modo da prevenire anche furti e danni ad altre abitazioni isolate e inserite in una zona ad alto rischio sicurezza». Ed evitare per il Bar di via Maverna altre... lacrime amare.



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