«Profughi, qui il sistema adottato sta funzionando»
L’assessore Pamini ha risposto ad un’interrogazione di Gulinelli (M5S) «Ci sono centri di accoglienza di valore e servizio di protezione richiedenti asilo»
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ARGENTA. L’argomento profughi per ben tre volte in quattro mesi, è entrato in consiglio comunale con interrogazioni da parte di Forza Italia (Gabriele Strozzi), Partito Democratico (Luca Simoni) e recentemente di M5S (Daniele Gulinelli). Tutte e tre per fare il punto della situazione. Un terzo assist che è servito all’assessore Samuela Pamini, di aggiornare l’andamento profughi. Spiegato che ad Argenta, il sistema è misto con centri di accoglienza straordinari(Cas) e strutture servizio di protezione richiedenti asilo e rifugiati (Sprar), il tutto è all'interno di appartamenti e abitazioni messe a disposizione da privati cittadini. I Cas sono a Ospital Monacale di cui uno per 9 posti riservati a uomini, categoria ordinari, gestita dall'associazione Viale K e l’altro per 8 posti gestito dalla cooperativa Matteo XXV di Ferrara. Gli Sprar sono ad Argenta in via del Lavoro per 6 posti uomini, categoria ordinari, gestiti da Camelot; in via Cantalupo, suddivisa in due unità abitative per 6 e 7 posti, in totale 13 uomini, categoria ordinari, gestiti dalla Camelot; un terzo in via don Minzoni ad Argenta, per 5 posti uomini, categoria ordinari, gestiti dal Camelot. «A queste strutture - ha precisato l’assessore Pamini - se ne andranno ad aggiungere ulteriori 3 tutte messe a disposizioni da privati in centro ad Argenta, per ospitare 17 unità suddivise in donne e bimbi; essendo questa una categoria fragile che necessitano di una soglia maggiore di sicurezza e privacy e quindi, mi assumo ogni responsabilità - ha detto rivolgendosi all’interrogante - nel non darle gli indirizzi delle strutture che verranno comunicati attraverso posta certificata dalla sottoscritta a tutti i capigruppo». Sull’ipotesi di un ulteriore Cas, «non siamo in grado di dire oggi con sicurezza il numero delle persone che verranno ospitate e nemmeno se saranno donne, una famiglia o uomini ma sarà mia premura darvene conto». Riassumendo, «i richiedenti asilo sul territorio sono 58, una percentuale del 2,7 per mille. Per tale motivo - ha aggiunto -, questa amministrazione si è avvalsa della clausola di salvaguardia, della possibilità di bloccare gli arrivi sul territorio o parlarne solo attraverso lo Sprar». Riguardo ai Cas sorti senza che il Comune ne sia venuto a conoscenza solo a cose fatte, l’assessore ha riferito che i singoli cittadini contattano gli enti gestori, raramente la Prefettura o con il bando di Asp Fe.
«Come si può intuire - ha concluso la Pamini - se il privato non ci mette a conoscenza o non si intercetta attraverso le più varie modalità la disponibilità, il comune ne viene a conoscenza solo a ridosso dell'invio delle persone. Ci siamo attivati in ogni modo per intercettare queste disponibilità per tempo e riuscire ad informare i cittadini coinvolti». «Mi dichiaro soddisfatto delle risposte - ha risposto Gulinelli - e per il controllo attuato dal Comune».(g.c.)
«Come si può intuire - ha concluso la Pamini - se il privato non ci mette a conoscenza o non si intercetta attraverso le più varie modalità la disponibilità, il comune ne viene a conoscenza solo a ridosso dell'invio delle persone. Ci siamo attivati in ogni modo per intercettare queste disponibilità per tempo e riuscire ad informare i cittadini coinvolti». «Mi dichiaro soddisfatto delle risposte - ha risposto Gulinelli - e per il controllo attuato dal Comune».(g.c.)
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