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Un appartamento confiscato alla mafia in aiuto alle donne

Un appartamento confiscato alla mafia in aiuto alle donne

Comacchio, l’immobile adesso fatiscente verrà ristrutturato Ospiti della struttura le vittime di violenze con i loro figli  

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COMACCHIO. Diventerà una casa-rifugio per donne vittime di violenza, l’appartamento confiscato alla criminalità organizzata, assegnato e trasferito definitivamente nel 2008 al patrimonio indisponibile del Comune di Comacchio dall’Agenzia del Demanio, direzione generale area beni confiscati. E nel Comune di Comacchio sono tre gli appartamenti che in questi anni sono stati confiscati.

Un segnale concreto contro la Mafia e contro la violenza sulle donne, in nome della legalità arriva dunque dalla giunta, che nei giorni scorsi ha approvato il progetto “Libera dalle Mafie Comacchio” insieme all’accordo di programma con la Regione, finalizzato all’erogazione di specifici contributi previsti dall’apposita legge per la promozione della legalità e la lotta contro la criminalità organizzata che va avanti ormai da diversi anni in tutto il territorio nazionale.

E se nelle scuole si lavora per cercare di sensibilizzare e far conoscere con una serie di progetti mirati, dalla giunta è arrivato un segnale importante e per la ristrutturazione dell’immobile è stato preventivato un budget di spesa pari ad 84mila euro. A corredo della delibera, pubblicata nell’albo pretorio, sono stati inseriti i piani di azione con relativi importi.

La legge regionale 18/2016 prevede “la concessione di contributi per favorire il riutilizzo in funzione sociale dei beni immobili confiscati alla criminalità organizzata, mafiosa e corruttiva” ed è in funzione di questo scopo che la Regione compartecipa alla riqualificazione dell'immobile con una quota pari a 59mila euro mentre la quota restante, poco più di 25mila euro, sarà stanziata dal Comune.

Come si legge nella delibera, l'intervento principale riguarda “la ristrutturazione ed il recupero di un appartamento confiscato alla criminalità organizzata da destinare a casa rifugio per donne vittime di violenza fisica e psicologica, situato nel territorio comunale, ad indirizzo segreto per motivi di sicurezza e di protezione delle donne e dei loro figli che saranno ospiti della struttura”. L'alloggio, che versa in condizioni fatiscenti, vedrà un recupero complessivo di natura edilizia e di adeguamento impiantistico, sarà poi arredato per essere reso abitabile e reso disponibile tutto l'anno, come casa-rifugio per donne vittime di soprusi, maltrattamenti, violenze domestiche. Il percorso delle donne ospiti sarà affiancato da un team multiprofessionale curato dal Centro Donna e Giustizia di Ferrara, in collaborazione con lo Sportello Iris antiviolenza.

Katia Romagnoli

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