Un’ora di tempo per salvare la vita
Un dolore improvviso e violento al petto, dietro lo sterno, irradiato al braccio o al collo. Un malessere diffuso, uno stato di agitazione accompagnato da pallore, sudorazione e tachicardia: questi i...
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Un dolore improvviso e violento al petto, dietro lo sterno, irradiato al braccio o al collo. Un malessere diffuso, uno stato di agitazione accompagnato da pallore, sudorazione e tachicardia: questi i primi sintomi dell’infarto, che possono durare pochi minuti ma anche ore.
Fondamentale riconoscerli e trattarli in tempi rapidi, per salvare il muscolo cardiaco e ridurre drasticamente danni gravi e irreversibili (che rispondono ai nomi di disfunzione ventricolare sinistra severa, rottura di cuore, aritmie maligne e morte).
L’infarto è la prima causa di morte in Italia
Oggi in Italia il tasso di mortalità legato alle sindromi coronariche acute è di 129 ogni 100mila abitanti (143 per gli uomini e 116 per le donne) e nonostante il nostro Paese sia tra quelli con la più bassa mortalità, l’infarto e le malattie cardiovascolari rappresentano comunque la prima causa di morte. Quando compaiono sintomi sospetti, che non si risolvono nell’arco di 10-15 minuti, è importante rivolgersi rapidamente alla rete dell’emergenza, recandosi immediatamente al Pronto Soccorso. In ospedale il paziente viene visitato con urgenza e sottoposto a elettrocardiogramma e a un prelievo del sangue. Se la diagnosi di infarto del miocardio viene confermata, al paziente viene immediatamente somministrata la terapia farmacologica specifica e, se necessario, in ospedali attrezzati della sala di Emodinamica aperta 24 su 24 ore. La tempestività è fondamentale e si calcola che arrivare al pronto soccorso entro un’ora dai primi sintomi può salvare la vita di una persona con la possibilità di risolvere il malore in modo soddisfacente dal punto di vista della ripresa.
Fondamentale riconoscerli e trattarli in tempi rapidi, per salvare il muscolo cardiaco e ridurre drasticamente danni gravi e irreversibili (che rispondono ai nomi di disfunzione ventricolare sinistra severa, rottura di cuore, aritmie maligne e morte).
L’infarto è la prima causa di morte in Italia
Oggi in Italia il tasso di mortalità legato alle sindromi coronariche acute è di 129 ogni 100mila abitanti (143 per gli uomini e 116 per le donne) e nonostante il nostro Paese sia tra quelli con la più bassa mortalità, l’infarto e le malattie cardiovascolari rappresentano comunque la prima causa di morte. Quando compaiono sintomi sospetti, che non si risolvono nell’arco di 10-15 minuti, è importante rivolgersi rapidamente alla rete dell’emergenza, recandosi immediatamente al Pronto Soccorso. In ospedale il paziente viene visitato con urgenza e sottoposto a elettrocardiogramma e a un prelievo del sangue. Se la diagnosi di infarto del miocardio viene confermata, al paziente viene immediatamente somministrata la terapia farmacologica specifica e, se necessario, in ospedali attrezzati della sala di Emodinamica aperta 24 su 24 ore. La tempestività è fondamentale e si calcola che arrivare al pronto soccorso entro un’ora dai primi sintomi può salvare la vita di una persona con la possibilità di risolvere il malore in modo soddisfacente dal punto di vista della ripresa.
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