È ancora incubo eternit: «Il vento stacca i pannelli»
Alle porte di Comacchio l’area in abbandono che aspetta di essere bonificata
COMACCHIO. Mattoni, piastrelle, materiali da cantiere accatastati in stato di prolungato abbandono. Piante e alberi ovunque come a “divorare” l’area e a testimoniare un incuria che dura ormai da anni. Così si presenta l’ex-deposito edile, situato tra le vie Marconi, degli Agostiniani ed Elettra, rilevato 15 anni fa dall’attuale proprietario, il costruttore Tomasi. Il segnale d’allarme lanciato dai residenti non è tuttavia riconducibile solo al degrado, ma «alle lastre di eternit che sono volate dai tetti della struttura, durante la tromba d’aria del 28 giugno scorso - spiega Maria Giulia Mangherini -; i pezzi grandi arrivati sin qua sono stati raccolti da noi, inseriti dentro a sacchi e recuperati dopo tanto tempo».
L’episodio resta scolpito nella memoria di Renata Farinelli, giovane mamma, rimasta bloccata in auto, quando era al nono mese di gravidanza, mentre un vento violentissimo trasportava nell’aria pezzi di eternit provenienti dalla copertura della struttura abbandonata a sé stessa. «Il mio compagno, impietrito sull’uscio con le sporte della spesa - spiega Renata -, era preoccupato per me perché vedeva le lastre volare e temeva che potessero colpire l’auto, da dove non mi ero mossa. Abbiamo paura che succeda di nuovo e qui abbiamo bimbi piccoli». Cristian Cavallari, un altro residente, fa notare che «ogni volta che soffia il vento o che arriva un temporale si sente un rumore assordante, di cose che vibrano dall’ex-deposito. Abbiamo paura che ci voli qualcosa in testa, se scendiamo in giardino quando piove». Arianna Zamboni, un’altra giovane mamma, spera che parlandone «i proprietari della struttura capiscano che le nostre preoccupazioni non sono infondate». Raggiunto telefonicamente, Gianfranco Tomasi ammette che «è brutta a vedersi all’entrata di Comacchio una struttura abbandonata, che va assolutamente bonificata. Abbiamo già un progetto pronto, realizzato dall’ingegnere Aldo Malano - prosegue Tomasi -, che dovrà essere avvallato dal consiglio comunale. Noi ci impegniamo alla totale bonifica dell’area, compresa la rimozione dell’eternit con specialisti incaricati».
Il progetto prevede lo smantellamento delle strutture in muratura, a fronte della costruzione di tre alloggi residenziali, serviti da strade, marciapiedi, parcheggio, illuminazione, il tutto integrato da un ponte ciclo-pedonale in legno, di connessione a piazza Roma. Tutto a spese del proprietario dell’area, Gianfranco Tomasi: «Ha più di 60 anni e l’ho rilevato 15 anni fa - conclude Tomasi -; è nell’interesse di tutti ora sistemare e migliorare l’area».
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