«Non c’è solo l’eroina Cocktail micidiali»
di DANIELE PREDIERI
Tra i ragazzi cresce il consumo di più sostanze alla volta
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Di eroina si muore ancora oggi, tantissimi la fumano, altri la sniffamo. E lo fanno sempre più ragazzi e ragazzini. Ma l’eroina non è ritornata, nelle strade e tra i nostri figli, nipoti, amici degli amici, i giovani della porta accanto, perchè non se ne è mai andata come ci ha raccontato uno di loro, che ne è uscito.
Dottoressa Garofani, cosa sta succedendo là fuori?
«Succede che è in aumento la diffusione di sostanze sul territorio e cresce il consumo che è sempre più policonsumo: più sostanze insieme a basso dosaggio, spesso eccitanti; cambiano i modi, meno siringhe, più fumo e snoorting (con il naso), ma l'effetto dell’eroina è lo stesso e chi non lo sa scherza pericolosamente con il fuoco, e non posso che ripetere, “non provateci, state facendo un salto nel buio, pensate di governare qualcosa che non conoscete affatto”».
Cambia tutto là fuori, droghe e consumatori, anche per voi dei servizi?
«Cambia tutto velocemente là fuori, anche per noi dei servizi - spiega Luisa Garofani, dirigente del Sert dell’Ausl Ferrara, servizi tossicodipendenze che oggi si chiama Servizio dipendenze patologiche - perché non si tratta più solo di eroina ma di tanto altro: e di comportamenti che rovinano la vita con e senza sostanze o droghe, come il “gioco d’azzardo” (la nuova dipendenza, non meno pericolosa di altre, ndr). Tutto cambia è vero: droga, ragazzi, servizi. Ma l'eroina no».
Perchè è sempre quella?
«Sì, è sempre quella, ma in più oggi abbiamo valanghe di sostanze chimiche che promettono sballo e a comando di poter tornare al proprio posto nella funzione assegnata. Come questa società chiede: risposte rapide e veloci, cambi di stato emotivo che confondono e rendono sempre più nervosi i rapporti tra le persone, aumentando l’incapacità di stare con gli altri: se non si ha tempo o non ci si sente tranquilli, lo si fa virtualmente e se non c'è nessuno da incontrare, non importa».
Così si salta nel buio: ma voi come potete riuscire ad intercettarlo, questo “buio”?
«Nei nostri servizi, non abbiamo visto questi giovani - come negli ultimi casi - consumatori/sperimentatori che ne fanno un uso saltuario. Entriamo in contatto con queste realtà spesso attraverso gli invii dalla Prefettura: persone fermate sul territorio, trovate in possesso di sostanze, oppure il primo incontro può avvenire in altro modo, purtroppo drammatico, direttamente in carcere, perchè sotto l’effetto di sostanze hanno commesso reati gravi: risse, aggressioni, rapine o altro».
Abbiamo scritto nei nostri servizi che l'eroina è tornata con i suoi incubi, ma non è così.
«L'eroina non se ne è mai andata, è una droga tra le più amate e diffuse nel mondo, è la droga regina: solo tra i più giovani la sostanza più comune è la cannabis. Ma oggi a fianco delle “vecchie droghe” (eroina e cocaina) sono in circolazione cocktail micidiali, più sostanze (eccitanti o allucinogeni) consumate contemporaneamente, molte sconosciute, varianti di molecole costruite in laboratori clandestini che vengono messe sul mercato usando i consumatori come test per valutare gli effetti».
Quali effetti possono avere queste nuove droghe?
«Effetti che minacciano la capacità di controllo, nel caso dell’eroina sono devastanti per l’inesperienza dei consumatori e il potenziale di morte della sostanza che circola con un principio attivo più alto e quindi più pericoloso per l’insufficienza respiratoria: il motivo per cui si muore di overdose, come nei casi di cronaca e che porta a pensare che sia l’eroina il killer».
E’ sbagliato dunque pensare all’eroina killer?
«L' eroina non è killer, è eroina e basta. Al momento non sappiamo cosa vi sia dentro, sapremo se c’è altro in quello che circola appena i laboratori riusciranno a decodificare le sostanze da taglio presenti nella droga sequestrata».
Si tratta di una sorta di nuova eroina, qualcosa ancora non conosciuto?
«E’ qualcosa che può essere un tentativo di riprodurre eroina sintetica, da immettere sul mercato, non sappiamo con cosa la taglino: certo che quella in circolazione ha un principio attivo più alto (più pura) con un rischio più alto nei consumatori occasionali, del weekend, che non hanno dimestichezza con questa roba, che si affidano agli spacciatori che non sanno nemmeno loro cosa ci sia dentro quello che vendono. Sostanze che sono continuamente modificate per farle uscire dalla tabella di quelle vietate».
Per essere vendute, sempre di più, sempre di più: e allora fa paura solo chi vende droga e si chiama l’esercito... «Se tanti hanno paura di chi spaccia droga e si invoca l’arrivo dell'esercito, che sia anche il benvenuto. Ma tutto questo non è solo un problema di ordine pubblico: e non possiamo dire che con l'aumento delle forze dell'ordine si possa sradicare la questione droga sul territorio. Non c’è solo questo».
E allora, voi e lei dei servizi, che esercito vorreste?
«Anche un esercito di genitori orgogliosi di un ruolo difficile e unico, consapevoli e presenti, in ascolto dei figli senza avere paura di non capirli e senza giudicarli; di loro, di questi ragazzi, non sappiamo mai abbastanza, di come si divertono di cosa cercano, cosa li fa felici, dei loro bisogni veri».
Ma non basterebbe solo questo esercito
«Vorrei anche eserciti di adulti vivi nelle loro aspirazioni, che non ripetano solo la sfiducia verso un mondo che non sono riusciti a fare più bello; di educatori che siano capaci di attirare l’attenzione dei giovani valorizzandone le potenzialità. Un esercito di comunicatori aggiornati competenti che possano orientare nel mare delle notizie sul web, di cui i ragazzi si possano fidare. E ancora di artisti, filosofi che riescano ad appassionarci a trovare un senso della vita che duri più di qualche minuto».
Alla fine, però si ha paura di tutto e non di questa normalità dell’eroina, che fa saltare nel buio i nostri figli, nipoti, amici degli amici, i ragazzini della porta accanto
«Dobbiamo contrastare una sorta di rassegnazione che ritiene che il problema sia solo “la droga”, che interessa solo chi è coinvolto, così ognuno è costretto a combattere la propria battaglia da solo. Serve una battaglia di tutti, di cultura e di futuro, di una società che ci rimetta insieme, da soli si è destinati a perdere qualsiasi battaglia, anche quella giusta».
Dottoressa Garofani, cosa sta succedendo là fuori?
«Succede che è in aumento la diffusione di sostanze sul territorio e cresce il consumo che è sempre più policonsumo: più sostanze insieme a basso dosaggio, spesso eccitanti; cambiano i modi, meno siringhe, più fumo e snoorting (con il naso), ma l'effetto dell’eroina è lo stesso e chi non lo sa scherza pericolosamente con il fuoco, e non posso che ripetere, “non provateci, state facendo un salto nel buio, pensate di governare qualcosa che non conoscete affatto”».
Cambia tutto là fuori, droghe e consumatori, anche per voi dei servizi?
«Cambia tutto velocemente là fuori, anche per noi dei servizi - spiega Luisa Garofani, dirigente del Sert dell’Ausl Ferrara, servizi tossicodipendenze che oggi si chiama Servizio dipendenze patologiche - perché non si tratta più solo di eroina ma di tanto altro: e di comportamenti che rovinano la vita con e senza sostanze o droghe, come il “gioco d’azzardo” (la nuova dipendenza, non meno pericolosa di altre, ndr). Tutto cambia è vero: droga, ragazzi, servizi. Ma l'eroina no».
Perchè è sempre quella?
«Sì, è sempre quella, ma in più oggi abbiamo valanghe di sostanze chimiche che promettono sballo e a comando di poter tornare al proprio posto nella funzione assegnata. Come questa società chiede: risposte rapide e veloci, cambi di stato emotivo che confondono e rendono sempre più nervosi i rapporti tra le persone, aumentando l’incapacità di stare con gli altri: se non si ha tempo o non ci si sente tranquilli, lo si fa virtualmente e se non c'è nessuno da incontrare, non importa».
Così si salta nel buio: ma voi come potete riuscire ad intercettarlo, questo “buio”?
«Nei nostri servizi, non abbiamo visto questi giovani - come negli ultimi casi - consumatori/sperimentatori che ne fanno un uso saltuario. Entriamo in contatto con queste realtà spesso attraverso gli invii dalla Prefettura: persone fermate sul territorio, trovate in possesso di sostanze, oppure il primo incontro può avvenire in altro modo, purtroppo drammatico, direttamente in carcere, perchè sotto l’effetto di sostanze hanno commesso reati gravi: risse, aggressioni, rapine o altro».
Abbiamo scritto nei nostri servizi che l'eroina è tornata con i suoi incubi, ma non è così.
«L'eroina non se ne è mai andata, è una droga tra le più amate e diffuse nel mondo, è la droga regina: solo tra i più giovani la sostanza più comune è la cannabis. Ma oggi a fianco delle “vecchie droghe” (eroina e cocaina) sono in circolazione cocktail micidiali, più sostanze (eccitanti o allucinogeni) consumate contemporaneamente, molte sconosciute, varianti di molecole costruite in laboratori clandestini che vengono messe sul mercato usando i consumatori come test per valutare gli effetti».
Quali effetti possono avere queste nuove droghe?
«Effetti che minacciano la capacità di controllo, nel caso dell’eroina sono devastanti per l’inesperienza dei consumatori e il potenziale di morte della sostanza che circola con un principio attivo più alto e quindi più pericoloso per l’insufficienza respiratoria: il motivo per cui si muore di overdose, come nei casi di cronaca e che porta a pensare che sia l’eroina il killer».
E’ sbagliato dunque pensare all’eroina killer?
«L' eroina non è killer, è eroina e basta. Al momento non sappiamo cosa vi sia dentro, sapremo se c’è altro in quello che circola appena i laboratori riusciranno a decodificare le sostanze da taglio presenti nella droga sequestrata».
Si tratta di una sorta di nuova eroina, qualcosa ancora non conosciuto?
«E’ qualcosa che può essere un tentativo di riprodurre eroina sintetica, da immettere sul mercato, non sappiamo con cosa la taglino: certo che quella in circolazione ha un principio attivo più alto (più pura) con un rischio più alto nei consumatori occasionali, del weekend, che non hanno dimestichezza con questa roba, che si affidano agli spacciatori che non sanno nemmeno loro cosa ci sia dentro quello che vendono. Sostanze che sono continuamente modificate per farle uscire dalla tabella di quelle vietate».
Per essere vendute, sempre di più, sempre di più: e allora fa paura solo chi vende droga e si chiama l’esercito... «Se tanti hanno paura di chi spaccia droga e si invoca l’arrivo dell'esercito, che sia anche il benvenuto. Ma tutto questo non è solo un problema di ordine pubblico: e non possiamo dire che con l'aumento delle forze dell'ordine si possa sradicare la questione droga sul territorio. Non c’è solo questo».
E allora, voi e lei dei servizi, che esercito vorreste?
«Anche un esercito di genitori orgogliosi di un ruolo difficile e unico, consapevoli e presenti, in ascolto dei figli senza avere paura di non capirli e senza giudicarli; di loro, di questi ragazzi, non sappiamo mai abbastanza, di come si divertono di cosa cercano, cosa li fa felici, dei loro bisogni veri».
Ma non basterebbe solo questo esercito
«Vorrei anche eserciti di adulti vivi nelle loro aspirazioni, che non ripetano solo la sfiducia verso un mondo che non sono riusciti a fare più bello; di educatori che siano capaci di attirare l’attenzione dei giovani valorizzandone le potenzialità. Un esercito di comunicatori aggiornati competenti che possano orientare nel mare delle notizie sul web, di cui i ragazzi si possano fidare. E ancora di artisti, filosofi che riescano ad appassionarci a trovare un senso della vita che duri più di qualche minuto».
Alla fine, però si ha paura di tutto e non di questa normalità dell’eroina, che fa saltare nel buio i nostri figli, nipoti, amici degli amici, i ragazzini della porta accanto
«Dobbiamo contrastare una sorta di rassegnazione che ritiene che il problema sia solo “la droga”, che interessa solo chi è coinvolto, così ognuno è costretto a combattere la propria battaglia da solo. Serve una battaglia di tutti, di cultura e di futuro, di una società che ci rimetta insieme, da soli si è destinati a perdere qualsiasi battaglia, anche quella giusta».
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