Parla l’ex dirigente Petri «Manca la volontà politica»
ARGENTA. «Il fiume qualunque esso sia, è un corso d’acqua è non può essere un bosco, una riserva naturale, nel fiume ci va l’acqua”. A parlare è Ferdinando Petri, l’ex responsabile in Regione, dell’al...
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ARGENTA. «Il fiume qualunque esso sia, è un corso d’acqua è non può essere un bosco, una riserva naturale, nel fiume ci va l’acqua”. A parlare è Ferdinando Petri, l’ex responsabile in Regione, dell’allora servizio tecnico bacino Reno. Un professionista che oggi è in pensione che nel corso della sua gestione, ha dovuto lottare contro tutti e tutto per risolvere, ad esempio, dighe e smottamenti che si formarono vicino al ponte Bastia, a San Biagio. Oggi, di fronte alla disgrazie provocate da fiumi e canali e sull’eccessivo imboschimento del fiume Reno, l’architetto Petri, parla a ruota libera. «Il Reno come altri corsi d’acqua della Regione - dice - sono costellati di sic/zps (Siti di interesse comunitario/Zone di protezione speciale; ndr) e la manutenzione non viene fatta per la mancanza di soldi: è una scusa. Ci vuole la volontà politica di farla. Non la si fa per le spinte contrarie e, ripeto, nel fiume ci va l’acqua e se questa non trova sfogo, rompe e distrugge tutto quello che trova. In Regione mai si è voluto andare contro il movimento ambientalista, quello che combatte gli abbattimenti e quando decisi di farlo, mi hanno denunciato e si è continuato a non fare manutenzione».
Ma la legge sulle sic/zps non è un impedimento? «Sono delle aggravanti - afferma Petri - dei pretesti, questa è la parola giusta. Sui fiume o torrenti che erano in capo al mio ufficio, non si fa prevenzione mentre servirebbero scelte anche impopolari. Si dà la precedenza alla convenienza politica e su questo mi sono scontrato più volte e alla fine è risultata una lotta contro i mulini a vento. Tutto il Reno è in queste condizioni e spero vivamente che non succeda un disastro come è già successo. Chi è al timone della Regione, non deve avere paura di scontrarsi con gli ambientalisti ma deve avere il coraggio di fare certe scelte. Non bisogna barcamenarsi su due staffe e tirare in ballo le sic/zps per zittire il cittadino che chiede come mai non viene fatta la manutenzione. Sono stato anche imbavagliato ad esempio sul Senio (in Romagna; ndr), ma poi si è visto il disastro. Ripeto - e conclude -: non si può tappare un corso d’acqua, perché primo o poi arriva una catastrofe».(g.c.)
Ma la legge sulle sic/zps non è un impedimento? «Sono delle aggravanti - afferma Petri - dei pretesti, questa è la parola giusta. Sui fiume o torrenti che erano in capo al mio ufficio, non si fa prevenzione mentre servirebbero scelte anche impopolari. Si dà la precedenza alla convenienza politica e su questo mi sono scontrato più volte e alla fine è risultata una lotta contro i mulini a vento. Tutto il Reno è in queste condizioni e spero vivamente che non succeda un disastro come è già successo. Chi è al timone della Regione, non deve avere paura di scontrarsi con gli ambientalisti ma deve avere il coraggio di fare certe scelte. Non bisogna barcamenarsi su due staffe e tirare in ballo le sic/zps per zittire il cittadino che chiede come mai non viene fatta la manutenzione. Sono stato anche imbavagliato ad esempio sul Senio (in Romagna; ndr), ma poi si è visto il disastro. Ripeto - e conclude -: non si può tappare un corso d’acqua, perché primo o poi arriva una catastrofe».(g.c.)
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