Chiuso il chiosco in Gad Era l’ufficio dei pusher
Questore e polizia municipale impongono i sigilli per 60 giorni al gestore L’esercizio davanti ai giardini del Grattacielo era punto di ritrovo e di spaccio
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Il chiosco in Viale Po (giardini Gad)era abusivo e doveva essere rimosso a spese del gestore, Marian Nechifor, romeno di 43 anni. Ma quel chiosco era diventato anche un luogo di ritrovo di pregiudicati e pusher nigeriani che di fatto ne avevano fatto un ufficio o base d'appoggio, dove ricevere i clienti, tossicodipendenti. E dire che Nechifor dovrebbe essere più accorto, visto che subì la chiusura del circolo privato "D-Verso" (Ex Mela) in Via Modena che gestiva, e che anche allora per motivi di ordine pubblico venne chiuso nell’estate 2016. Adesso, il bis, perchè il questore di Ferrara, Antonio Sbordone, ha disposto la chiusura del chiosco per 60 giorni: posizionato in un punto strategico della Gad, i giardini davanti al Grattacielo, era stato trasformato dai pusher della zona in un loro ufficio, attività che rendeva al gestore visto l’altra quella regolare di vendere bevande e altro gli era stata vietata per le diverse multe che la Polizia municipale gli ha contestato per esercizio abusivo di somministrazione bevande e alimenti e gli era stato ordinata l'immediata cessazione dell'attività. Poche settimane fa, a settembre, violando questo ordine del Comune, Nechifor era stato pizzicato mentre serviva da bere a tutti in barba al divieto. Insomma, non prestava molta attenzione alle regole: tanto che a suo carico c’era anche l’ordine di rimozione del chiosco e della distesa (abusiva, perchè superiore alla metratura concessa) tutto a spese sue. E così è scattata la chiusura: di un altro locale, controllato più volte riscontrando la presenza di stranieri con precedenti per furto, ricettazione e spaccio. «Con questa chiusura - spiegano dalla Polizia - si intende fare "terra bruciata" per i clienti assuntori, anche dalla provincia che sapevano di trovare lì pusher pronti alla vendita». Ma non solo: dai controlli della Squadra mobile delle settimane scorse erano stati denunciati proprio nel chiosco giovani nigeriani che sostavano sotto tendoni, notte e giorno, nonostante l’esercizio fosse chiuso, diventando la loro “bottega”.
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