Il profugo spacciatore condannato e subito scarcerato
Un anno e mezzo con pena sospesa al richiedente asilo. Ora si attendono i provvedimenti amministrativi
COMACCHIO. Un anno e mezzo, con pena sospesa perché incensurato. E quindi scarcerato. È il verdetto del processo per direttissima che ha visto come imputato il richiedente asilo di 18 anni che martedì pomeriggio è stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Comacchio perché trovato in possesso di quattro etti di marijuana.
Il ragazzo - C.S., nato in Gambia e sottoposto al sistema di protezione internazionale per i rifugiati - al termine del processo è stato riaffidato alla struttura di Comacchio in cui era ospitato, in attesa di quellli che saranno i provvedimenti amministrativi che saranno presi nei suoi confronti, a iniziare dallo stop allo status di rifugiato e al presumibile rimpatrio. Peraltro sin dal momento dell’arresto il direttore di Camelot - la cooperativa che gestisce la struttura che ospita ha ribadito che per il ragazzo sarà chiesta la sospensione, anche se poi spetterà alla prefettura convalidarla.
Il 18enne richiedente asilo è stato arrestato con un quantitativo tale di marijuana che ben difficilmente poteva essere solo per uso personale. I militari hanno scoperto i, quattro etti di “fumo” durante una perquisizione a cui hanno sottoposto il rgagazzo: alla fine i militari hanno sequestrato ben 410 grammi di marijuana, chiaramente da utilizzare per fini di spaccio, che il ragazzo aveva nascosto all’interno degli indumenti. Ora gli incestigatori dell’Arma continuano le indagini anche per risalire da chi il ragazzo avesse acquistato la droga e con quali soldi, visto il suo particolare stato. Indagini che dovrebbero permettere di ricostruire una rete ben precisa, visto che solo poche settimane fa ancora un richiedente asilo era stato arrestato a Codigoro, alla stazione, dove era arrivato su un convoglio proveniente da Ferrara.
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