il rapporto di bankitalia sul riciclaggio
Scambi d’oro sospetti, Ferrara nel mirino
È Ferrara, insieme a Modena e Bologna, la provincia emiliano romagnola più attiva nelle «sospette operazioni di scambio oro». A sostenerlo è la Cgil regionale sulla base dei dati (aggiornati al primo...
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È Ferrara, insieme a Modena e Bologna, la provincia emiliano romagnola più attiva nelle «sospette operazioni di scambio oro». A sostenerlo è la Cgil regionale sulla base dei dati (aggiornati al primo semestre 2017) contenuti nel Rapporto dell’ufficio investigazioni finanziarie della Banca d’Italia, che di recente ha inserito nel proprio report anche le segnalazioni sulle sospette operazioni di scambio oro. L’Emilia Romagna su questo fronte è in una posizione di primo piano, con circa 7.500 milioni di scambi di cui il 72% in Italia e il 28% con l’estero. Tra le province più attive, appunto, viene citata Ferrara insieme a Bologna e Modena.
Ma la Cgil suona l’allarme soprattutto sul fenomeno del riciclaggio di denaro. Lo stesso rapporto di Bankitalia infatti colloca l'Emilia-Romagna al quinto posto nazionale per segnalazioni di operazioni sospette, dopo Lombardia, Campania, Lazio e Veneto, e ne definisce il tessuto economico e produttivo «a rischio medio ed elevato».
In dettaglio, nei primi sei mesi di quest'anno sono state registrate 3.250 operazioni finanziarie sospette, 522 in più rispetto allo stesso semestre del 2015.
Sono spalmate su Bologna (753 segnalazioni), Modena (529, ma prima provincia in rapporto a popolazione e imprese), Reggio Emilia (446), Parma (408), Rimini (311), Forlì (242), Ravenna (224), Piacenza (204). Ferrara con 133 casi conta il numero più basso di segnalazioni in Regione e si colloca dunque in fondo alla poco rassicurante classifica.
Da sottolineare che la nostra regione è anche sul podio del traffico da e verso Paesi considerati “paradisi fiscali”, con in testa le province Modena e Ravenna, seguite da Reggio Emilia e Bologna. Dalla Cgil un motito: occorre reagire.
Ma la Cgil suona l’allarme soprattutto sul fenomeno del riciclaggio di denaro. Lo stesso rapporto di Bankitalia infatti colloca l'Emilia-Romagna al quinto posto nazionale per segnalazioni di operazioni sospette, dopo Lombardia, Campania, Lazio e Veneto, e ne definisce il tessuto economico e produttivo «a rischio medio ed elevato».
In dettaglio, nei primi sei mesi di quest'anno sono state registrate 3.250 operazioni finanziarie sospette, 522 in più rispetto allo stesso semestre del 2015.
Sono spalmate su Bologna (753 segnalazioni), Modena (529, ma prima provincia in rapporto a popolazione e imprese), Reggio Emilia (446), Parma (408), Rimini (311), Forlì (242), Ravenna (224), Piacenza (204). Ferrara con 133 casi conta il numero più basso di segnalazioni in Regione e si colloca dunque in fondo alla poco rassicurante classifica.
Da sottolineare che la nostra regione è anche sul podio del traffico da e verso Paesi considerati “paradisi fiscali”, con in testa le province Modena e Ravenna, seguite da Reggio Emilia e Bologna. Dalla Cgil un motito: occorre reagire.
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