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Stalking prima del delitto: condannato

Stalking prima del delitto: condannato

Tre anni in abbreviato a Eder Guidarelli, arrestato per l’omicidio di Valencia. In aula le condoglianze dei difensori

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Tre anni per stalking. Questa la condanna inflitta ieri mattina in abbreviato a Eder Guidarelli, l'uomo di 32 anni attualmente in carcere con l'accusa di aver ucciso Marcello Cenci, suo coetaneo. Prima di quel delitto, avvenuto a Valencia nella notte tra sabato 1 e domenica 2 luglio, c'era stata una lunga sequenza di agguati e vessazioni ai danni di Cenci, prima amico d'infanzia o poi oggetto di odio implacabile da parte di Guidarelli per motivi di gelosia.

Convinto che l'ormai ex amico avesse tentato qualche avance nei confronti della fidanzata, Eder si era trasformato in un accanito persecutore, non limitandosi ad appostamenti, telefonate e messaggi minacciosi, ma passando alle vie di fatto.

Il 26 agosto 2016, in piazza a Pontelagoscuro, i due ci erano incrociati ed erano state botte. In quell'occasione non era stata sporta denuncia - pensando che rimanesse un fatto isolato - ma purtroppo non fu così. Addirittura, il 1 novembre, Eder era andato fino a Valencia, dove Marcello si era trasferito per lavorare come barman a 1.500 chilometri da suo persecutore, e di nuovo lo aveva picchiato a sangue rompendogli il setto nasale. Eder credeva che la fidanzata avesse inviato dei messaggi a Marcello, e per questo gli aveva anche portato via il cellulare. In seguito alla denuncia, era stata chiesta una misura cautelare nei confronti di Guidarelli, non concessa. Poi il giorno di Santo Stefano del 2016, Cenci era rimasto ancora vittima della violenza di Eder, questa volta ancora a Ponte dove Marcello era tornato per il matrimonio di un'amica. Eder si era appostato sotto casa Cenci e all'arrivo di Marcello lo aveva picchiato fino a mandarlo all'ospedale con 55 punti di sutura in testa. Un'esplosione di violenza tale che aveva fatto pronunciare ai genitori di Marcello una frase tragicamente profetica: «la prossima volta potrebbe succedere l'irreparabile».

L'irreparabile poi è avvenuto davvero, nel luglio scorso. Ma ieri davanti al gip Silvia Marini si giudicava quello che ancora si sarebbe potuto riparare. Sette, in tutto, gli episodi di stalking contestati per i quali il pubblico ministero Ciro Alberto Savino ha chiesto 4 anni e mezzo di condanna, ridotti a tre per lo sconto previsto dal rito. E tre sono stati gli anni inflitti dal giudice Marini dopo un’ora di camera di consiglio, oltre a 5 anni di interdizione dai pubblici uffici e provvisionali di 30mila euro per ciascuno dei genitori e cinquemila euro per il fratello della vittima, costituiti parte civile con gli avvocati Valentina Bordonaro e Alessandro Montanari.

Da parte delle difese (avvocati Eugenio Gallerani e Giacomo Forlani) non c'è stata discussione: hanno deciso di rimettersi a giustizia, in segno di rispetto nei confronti dei familiari della vittima ai quali, in udienza, hanno espresso le condoglianze. Eder non era presente all'udienza, è rimasto nel carcere dell'Arginone dove era stato trasferito a metà settembre dalla casa circondariale d'Imperia dopo che la Corte d'Appello di Genova aveva rigettato la richiesta di estradizione avanzata dalle autorità spagnole.

C'era invece Mario Cenci, il papà di Marcello, che non ha voluto commentare la sentenza. Poche parole da parte dell'avvocato difensore Eugenio Gallerani: «Non si può dire altro che è una grande tragedia».

Alessandra Mura

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