Un anno terribile e di super lavoro
Dalle fiamme al mare ghiacciato, passando per le bufere Gli interventi sono stati 1.800. «Il maltempo non ha dato tregua»
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Un servizio prezioso e indispensabile. Uomini e donne che riescono a lavorare in situazioni al limite della sopportazione e che, è il caso di dirlo, riescono a fare di tutto. E vengono chiamati per ogni cosa. Si tratta dei vigili del fuoco, uno dei corpi (non a caso) più amati.
«Il nostro raggio di azione sin dall’antichità ruota attorno allo spegnimento degli incendi, che tutt’oggi rappresenta, a livello statistico il numero maggiore di interventi, ma con un antagonista, costituito da un numero cospicuo di incidenti stradali - spiegano dalla Centrale operativa di Ferrara - Nel periodo compreso tra il 25 giugno ed il 24 agosto gli interventi per il maltempo hanno raggiunto il picco. Su 868 di quelli eseguiti nel basso ferrarese, il 62%, ossia 536 interventi sono riconducibili ad emergenze atmosferiche». L’ing. Massimo Fratti, direttore, vice-dirigente del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Ferrara, con dati alla mano, ha illustrato numeri e tipologia di interventi eseguiti dall’inizio dell’anno nei distaccamenti dislocati sul territorio provinciale e nella sede centrale. Dal primo gennaio al 24 agosto, a fronte dei 1800 interventi effettuati dalle squadre dei pompieri del comando provinciale di Ferrara, si contano 480 interventi nel distaccamento di Comacchio, 460 in quello di Cento e a seguire 498 per quello di Codigoro, 444 ad appannaggio di quello di Portomaggiore, 294 per il distaccamento dei volontari di Bondeno e 218 per quello dei volontari di Copparo.
«Il nostro territorio è omogeneo - osserva Fratti - dal punto di vista antropico e paesaggistico e quindi anche le tipologie di intervento sono affini: si passa dagli incendi ed esplosioni, agli incidenti stradali, dai soccorsi e salvataggi, anche di animali, ad aperture porte, ascensori, sino alle verifiche per dissesti statici». Quest'ultima tipologia di intervento, alla quale sono chiamati i funzionari, è soggetta ad incrementare in estate, a causa di prolungati periodi di siccità, che comportano perdite di volume nei terreni rurali, che possono originare cedimenti di fondazioni con problemi di staticità. Un versante operativo specifico è quello concernente l’anti-incendio boschivo, potenziato in estate e che ha totalizzato sino al 24 agosto scorso 361 interventi, 122 dei quali effettuati dal comando provinciale, 66 e 65 rispettivamente dai distaccamenti di Codigoro e di Portomaggiore e a cascata, per la parte restante dagli altri distaccamenti. «Si è dovuta prevedere la presenza del direttore delle operazioni di spegnimento, funzione prima svolta dal Corpo forestale dello Stato. Tra i Dos Direttore delle operazioni di spegni- mento) - spiega il vice-dirigente Fratti - c’è anche Gian Carlo Lambertini, caposquadra esperto, referente del presidio di soccorso acquatico di Porto Garibaldi. È la figura che dirige le operazioni di spegnimento via terra, dando le coordinate anche all’equipaggio su mezzo aereo». Fondamentale il supporto dei volontari che operano nei due distaccamenti di Bondeno e Copparo, che eseguono, singolarmente, oltre 300 interventi all'anno. «Il vigile volontario ha un grado di formazione diverso dagli effettivi - sottolinea Fratti -, ma oltre a dover superare i corsi di ingresso da 120 ore, con esami periodici, si sottopongono ad addestramento obbligatorio di 5 ore al mese di mantenimento». La retribuzione dei vigili del fuoco volontari è a tariffa oraria e vengono allertati dalla centrale operativa del comando provinciale, ma possono anche formare una squadra ed uscire autonomamente, avvisando la centrale. «In 12 anni i volontari di Bondeno hanno creato un'associazione onlus riuscendo ad acquistare una piattaforma aerea - rileva Fratti - un rimorchio ed un gommone per il soccorso acquatico ed altri mezzi e pure e quelli di Copparo stanno muovendosi nello stesso modo, re-investendo il compenso orario per la sicurezza del territorio».
Katia Romagnoli
«Il nostro raggio di azione sin dall’antichità ruota attorno allo spegnimento degli incendi, che tutt’oggi rappresenta, a livello statistico il numero maggiore di interventi, ma con un antagonista, costituito da un numero cospicuo di incidenti stradali - spiegano dalla Centrale operativa di Ferrara - Nel periodo compreso tra il 25 giugno ed il 24 agosto gli interventi per il maltempo hanno raggiunto il picco. Su 868 di quelli eseguiti nel basso ferrarese, il 62%, ossia 536 interventi sono riconducibili ad emergenze atmosferiche». L’ing. Massimo Fratti, direttore, vice-dirigente del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Ferrara, con dati alla mano, ha illustrato numeri e tipologia di interventi eseguiti dall’inizio dell’anno nei distaccamenti dislocati sul territorio provinciale e nella sede centrale. Dal primo gennaio al 24 agosto, a fronte dei 1800 interventi effettuati dalle squadre dei pompieri del comando provinciale di Ferrara, si contano 480 interventi nel distaccamento di Comacchio, 460 in quello di Cento e a seguire 498 per quello di Codigoro, 444 ad appannaggio di quello di Portomaggiore, 294 per il distaccamento dei volontari di Bondeno e 218 per quello dei volontari di Copparo.
«Il nostro territorio è omogeneo - osserva Fratti - dal punto di vista antropico e paesaggistico e quindi anche le tipologie di intervento sono affini: si passa dagli incendi ed esplosioni, agli incidenti stradali, dai soccorsi e salvataggi, anche di animali, ad aperture porte, ascensori, sino alle verifiche per dissesti statici». Quest'ultima tipologia di intervento, alla quale sono chiamati i funzionari, è soggetta ad incrementare in estate, a causa di prolungati periodi di siccità, che comportano perdite di volume nei terreni rurali, che possono originare cedimenti di fondazioni con problemi di staticità. Un versante operativo specifico è quello concernente l’anti-incendio boschivo, potenziato in estate e che ha totalizzato sino al 24 agosto scorso 361 interventi, 122 dei quali effettuati dal comando provinciale, 66 e 65 rispettivamente dai distaccamenti di Codigoro e di Portomaggiore e a cascata, per la parte restante dagli altri distaccamenti. «Si è dovuta prevedere la presenza del direttore delle operazioni di spegnimento, funzione prima svolta dal Corpo forestale dello Stato. Tra i Dos Direttore delle operazioni di spegni- mento) - spiega il vice-dirigente Fratti - c’è anche Gian Carlo Lambertini, caposquadra esperto, referente del presidio di soccorso acquatico di Porto Garibaldi. È la figura che dirige le operazioni di spegnimento via terra, dando le coordinate anche all’equipaggio su mezzo aereo». Fondamentale il supporto dei volontari che operano nei due distaccamenti di Bondeno e Copparo, che eseguono, singolarmente, oltre 300 interventi all'anno. «Il vigile volontario ha un grado di formazione diverso dagli effettivi - sottolinea Fratti -, ma oltre a dover superare i corsi di ingresso da 120 ore, con esami periodici, si sottopongono ad addestramento obbligatorio di 5 ore al mese di mantenimento». La retribuzione dei vigili del fuoco volontari è a tariffa oraria e vengono allertati dalla centrale operativa del comando provinciale, ma possono anche formare una squadra ed uscire autonomamente, avvisando la centrale. «In 12 anni i volontari di Bondeno hanno creato un'associazione onlus riuscendo ad acquistare una piattaforma aerea - rileva Fratti - un rimorchio ed un gommone per il soccorso acquatico ed altri mezzi e pure e quelli di Copparo stanno muovendosi nello stesso modo, re-investendo il compenso orario per la sicurezza del territorio».
Katia Romagnoli
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