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lutto e cordoglio

Muore a 4 anni: «Adan era il nostro angioletto»

Muore a 4 anni: «Adan era il nostro angioletto»

Cento, lacrime e dolore durante l’ultimo saluto alla bimba di quattro anni stroncata da un malore  

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CENTO. «Grazie a tutti per la vicinanza dimostrata, ma soprattutto l’affetto nei confronti del nostro angioletto andato in paradiso».

Il papà Syed Shafqut Hussain ha ringraziato tutti ieri, in occasione dell’ultimo commosso saluto alla piccola Adan, la bimba di appena 4 anni e mezzo morta domenica dopo un arresto cardiaco. Oggi la partenza della salma per il Pakistan per la sepoltura. A riunirsi ieri attorno alla famiglia Hussain nella celebrazione del rito funebre alla camera mortuaria dell’ospedale di Cento, non solo i parenti, ma anche tutta la comunità pakistana. In tanti, sono arrivati per porgere le condoglianze al papà Syed Shafqut e alla mamma, profondamente segnati dal dolore per la grave ed improvvisa perdita della figlia.

Commossi e colpiti, i titolari della Fgr di Dosso e i colleghi di lavoro del papà, il dirigente scolastico dell’Ic 4 Paolo Valentini e le insegnanti dell’infanzia e della primaria di Casumaro, scuole frequentate da Adan e dai suoi fratelli. Poi diversi genitori con i figli nella stessa sezione di Adan o in classe con i fratelli.

Sono state le donne, secondo il rito islamico, a preparare la salma della piccola al rito, cospargendola di oli e avvolgendola in candidi teli. Dentro alla camera ardente, la mamma e tutte le donne hanno accolto Adan nella piccola bara bianca, poi all'esterno la preghiera degli uomini con l'imam Muhammad Amsan Naqvi, arrivato da Carpi proprio per celebrare il funerale.

Tutti insieme, gli uomini fuori davanti al feretro aperto, le donne dentro alla camera mortuaria, hanno rivolto una preghiera perché la piccola Adan venga accolta in Paradiso. Per tutti, anche il perdono dei peccati. A ricordare tra le lacrime Adan, le sue maestre: «Era una bimba buona e gioiosa. Non parlava tanto, diceva solo alcune parole, ma i suoi occhi così espressivi e il suo atteggiamento, parlavano per lei».

Beatrice Barberini
 

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