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la gestione inalca 

Antibiotici dimezzati Capi arrivati anche dal sud

Può sorprendere anche i ferraresi sapere non tanto che la stalla hi-tech di Bonifiche è già la seconda come dimensioni a livello nazionale, e si appresta a conquistare il primato, ma che quest’ultimo...

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Può sorprendere anche i ferraresi sapere non tanto che la stalla hi-tech di Bonifiche è già la seconda come dimensioni a livello nazionale, e si appresta a conquistare il primato, ma che quest’ultimo è attualmente detenuto da un’altra azienda ferrarese, di San Giovanni d’Ostellato. «Ma la qualità delle carni prodotte negli anni ’60 nel Ferrarese era la migliore, grazie ai foraggi e all’acqua, e noi ci proponiamo di ritornare a quegli standard» è la sottolineatura di Giovanni Sorlini, responsabile qualità e sostenibilità dell’Inalca. L’azienda del gruppo Cremonini gestisce le 10 stalle su 33mila metri quadri di proprietà Bf, che già oggi ospitano 2.000 capi con la prospettiva di raddoppiare in breve e raggiungere a regime la capienza massima di 9mila capi, e vuole ricavarci un modello di sostenibilità, benessere animale e filiera italiana. «Come garantiamo il benessere dei capi? Anzitutto - spiega Sorlini - con spazi che garantiscano la perfetta deambulazione. Qui arrivano vitelloni di un anno, che si trovano a disposizione 4 metri quadrati a testa; al termine del ciclo d’ingrasso, che dura sei mesi, ne mantiene 3. È fondamentale poi il sistema di alimentazione che garantisce a tutti, al di là della gerarchia di branco, di mangiare contemporaneamente. I controlli di acqua e foraggi, tutti prodotti qui, è costante, e le visite veterinarie quotidiane: così gli antibiotici sono usati solo in casi estremi, spesso dopo aver svolto esami sugli animali malati. I consumi sono dimezzati». I vitelloni sono però importati dalla Francia... «Sì, perché sono i più graditi dalla grande distribuzione - conclude Sorlini - ma sono già arrivati i primi capi dagli allevamenti estensivi del centro-sud: il progetto prevede infatti lo sviluppo della filiera tutta italiana vacca-vitello».

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