Nuovo patto per il lavoro La Regione porta aiuti
In ottica occupazione l’importanza cruciale dello sviluppo delle infrastrutture Bianchi: Ferrara è la provincia più in difficoltà ma ci stiamo muovendo
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C’è un’icona dedicata a Ferrara aperta sul desktop della Regione. Siamo ancora alle prove tecniche, a un abbozzo di software che vorrebbe far condividere anche al territorio che più ha sofferto la crisi (e in più sta assorbendo la “botta” della vicenda Carife) la ripresa economica maggiormente vivace del resto dell’Emilia Romagna.
«Siamo ben consci delle difficoltà che vive in particolare questa provincia – dice l’assessore regionale Patrizio Bianchi – e, tranquillizzo tutti, ci stiamo muovendo con l’obiettivo di far crescere una regione equilibrata, che punti all’innovazione e alla qualità delle produzioni».
Ferrara insomma non vuole essere lasciata indietro e ieri mattina, sulla base di questa missione, in Castello Estense si è tenuta una riunione della Consulta provinciale dell’economia. Rappresentanti dei Comuni, dirigenti del mondo economico, delle associazioni di categoria e del sindacato riuniti per la presentazione del patto locale di sviluppo. Ci si muove a partire dal patto regionale per il lavoro, firmato nel 2015, aggiungendoci in calce un focus rivolto a Ferrara. Prendendo spunto inoltre dai documenti a suo tempo già redatti da diversi soggetti, tra cui Camera di Commercio e Sipro.
«Li ho apprezzati molto, ora serve un ricucitura di tutti questi tentativi», sostiene Bianchi e dal canto suo il presidente della Provincia Tiziano Tagliani parla di «una volontà convergente e una cornice unitaria da delineare, se vogliamo rapportarci alla Regione, nostro partner indispensabile, e al ministero dello Sviluppo economico, con cui è aperto un confronto dopo la visita in città del viceministro Morando».
Va detto che il documento è ancora a livello di linee guida e di prospettive generali, tanto che ci si è lasciati dandosi appuntamento nel giro di qualche giorno, come detto da Tagliani, «quando avremo il testo definitivo, assieme alle cifre degli investimenti previsti da parte della Regione e degli strumenti di partecipazione ai bandi di finanziamento». Di sicuro Bianchi rimarca, anche in ottica di crescita occupazionale, l’importanza cruciale dello sviluppo infrastrutturale (statale Adriatica da completare, Cispadana e terza corsia dell’A13) e delle connessioni (per la banda larga e ultralarga a disposizione della regione ci sono 30 milioni di euro). Con un occhio di riguardo alle peculiarità locali come il petrolchimico («lì si può riaprire un ragionamento, anche se non ci sono i problemi di Marghera come diceva il sindaco», spiega l’assessore Bianchi) e le campagne, dove il modello “da estendere anche ai piccoli produttori”, sottolinea Silvia Pulvirenti di Sipro, è quello dell’agricoltura di precisione messo sperimentato da Bonifiche Ferraresi a Jolanda di Savoia.
Senza dimenticare la cultura e il turismo: in questo settore la scia da seguire è quella del Ducato Estense e dei relativi finanziamenti. «Vedo anche – aggiunge Bianchi – la necessità di una ricostruzione post sisma che ci ricolleghi più chiaramente al Modenese, prendendo spunto dalle tantissime iscrizioni ai corsi di Biotecnologie a Unife: proprio quel settore è particolarmente trainato da Mirandola».
Infine, capitoli del patto riguardano legalità, prevenzione del rischio infiltrazioni mafiose negli appalti, diritti dei lavoratori, semplificazioni burocratiche.
Fabio Terminali
«Siamo ben consci delle difficoltà che vive in particolare questa provincia – dice l’assessore regionale Patrizio Bianchi – e, tranquillizzo tutti, ci stiamo muovendo con l’obiettivo di far crescere una regione equilibrata, che punti all’innovazione e alla qualità delle produzioni».
Ferrara insomma non vuole essere lasciata indietro e ieri mattina, sulla base di questa missione, in Castello Estense si è tenuta una riunione della Consulta provinciale dell’economia. Rappresentanti dei Comuni, dirigenti del mondo economico, delle associazioni di categoria e del sindacato riuniti per la presentazione del patto locale di sviluppo. Ci si muove a partire dal patto regionale per il lavoro, firmato nel 2015, aggiungendoci in calce un focus rivolto a Ferrara. Prendendo spunto inoltre dai documenti a suo tempo già redatti da diversi soggetti, tra cui Camera di Commercio e Sipro.
«Li ho apprezzati molto, ora serve un ricucitura di tutti questi tentativi», sostiene Bianchi e dal canto suo il presidente della Provincia Tiziano Tagliani parla di «una volontà convergente e una cornice unitaria da delineare, se vogliamo rapportarci alla Regione, nostro partner indispensabile, e al ministero dello Sviluppo economico, con cui è aperto un confronto dopo la visita in città del viceministro Morando».
Va detto che il documento è ancora a livello di linee guida e di prospettive generali, tanto che ci si è lasciati dandosi appuntamento nel giro di qualche giorno, come detto da Tagliani, «quando avremo il testo definitivo, assieme alle cifre degli investimenti previsti da parte della Regione e degli strumenti di partecipazione ai bandi di finanziamento». Di sicuro Bianchi rimarca, anche in ottica di crescita occupazionale, l’importanza cruciale dello sviluppo infrastrutturale (statale Adriatica da completare, Cispadana e terza corsia dell’A13) e delle connessioni (per la banda larga e ultralarga a disposizione della regione ci sono 30 milioni di euro). Con un occhio di riguardo alle peculiarità locali come il petrolchimico («lì si può riaprire un ragionamento, anche se non ci sono i problemi di Marghera come diceva il sindaco», spiega l’assessore Bianchi) e le campagne, dove il modello “da estendere anche ai piccoli produttori”, sottolinea Silvia Pulvirenti di Sipro, è quello dell’agricoltura di precisione messo sperimentato da Bonifiche Ferraresi a Jolanda di Savoia.
Senza dimenticare la cultura e il turismo: in questo settore la scia da seguire è quella del Ducato Estense e dei relativi finanziamenti. «Vedo anche – aggiunge Bianchi – la necessità di una ricostruzione post sisma che ci ricolleghi più chiaramente al Modenese, prendendo spunto dalle tantissime iscrizioni ai corsi di Biotecnologie a Unife: proprio quel settore è particolarmente trainato da Mirandola».
Infine, capitoli del patto riguardano legalità, prevenzione del rischio infiltrazioni mafiose negli appalti, diritti dei lavoratori, semplificazioni burocratiche.
Fabio Terminali
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