Salvavita in farmacia Ma che confusione...
Il medicinale contro l’overdose c’è. E non serve la ricetta
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Là fuori, nel mondo dell’eorina che cambia, c’è un farmaco che pochi conoscono, anche tra gli addetti delle farmacie, un farmaco “obbligatorio” (che deve essere sempre presente) perché è un salvavita: si chiama Naloxone, è un antioppiaceo e si usa contro l’overdose da eroina. La buona notizia – contrariamente a quanto accade in molte parti d’Italia – è che questo farmaco si trova nel Ferrarese, almeno in tutte le farmacie che la Nuova Ferrara ha visitato, mercoledì: 12 farmacie tra Ferrara (5), Argenta (3) e Comacchio (4).
Obbligatorio averlo
Tutte avevano a disposizione una o più confezioni: un obbligo, è vero, anche perché, se invece che chiederlo i giornalisti lo avessero fatto i militari del Nas, allora sarebbero fioccate multe salatissime. Nelle stesse farmacie però abbiamo trovato confusione e tanti e troppi dubbi tra gli addetti: il Naloxone (il nome del principio), forse più famoso come Narcan (marchio di una casa farmaceutica) è un farmaco Sop (senza obbligo prescrizione), non serve la ricetta del medico né dei servizi tossicodipendenze (come ci è stato chiesto). Ma quasi tutte le farmacie non lo sapevano chiedendoci ricetta medica: dovrebbero essere più informate! Perché chiunque può acquistarlo, come abbiamo fatto noi: prezzo 4. 29 centesimi, e per salvarti al vita si possono spendere. E allora.
Ditelo in giro, che esiste
Allora, spiegano dai servizi, occorre che i consumatori, giovani e giovanissimi – occasionali e i più a rischio – sappiano questo, che esiste il Naloxone, come del resto «forniamo agli utenti del Sert». «È importante che sia presente in tutte le farmacie – il monito – è che tanti sappiano che si trova e che quei tanti lo facciano sapere in giro». Tra ragazzi e ragazzini. E anche adulti, i classici “weekeder”, che usano droghe ed eroina saltuariamente. E in questa veste ci presentiamo, forse non troppo convincenti. «Vorrei del Naloxone» e davanti a noi, sulla faccia dell’addetto di turno si disegnano sorpresa, stupore, distacco, imbarazzo.
Vorrei del Naloxone, lo avete?
Da parte di chi sa cos’è o chi minimamente ne ignora l’esistenza. Alla prima farmacia, la Giardino, in Gad, Ferrara, ci chiedono la ricetta: «Non possiamo darlo». Scioriniamo quanto sappiamo: «è un Sop, tabella 2 e 4 (obbigatori e salvavita), controlli al computer». L’addetto controlla e lo trova, nel cassettone degli “obbligatori”. «Eccolo». Paghiamo 4. 29 euro e sveliamo che siamo giornalisti. E sul viso dell’addetta si affaccia un sorriso, sollevato. Stessa richiesta di ricetta alla Farmacia Garibaldi: «Serve una carta dei servizi», ci dicono. Ripetiamo tutto, controllano e verificano: «Ha ragione, è un Sop. Lo compra? No, già acquistato». Terza farmacia, la Calzolari, via Cortevecchia: imbarazzo e stupore, richiesta di ricetta, verifica, e consegna del farmaco: «Non ci serve siamo giornalisti». Ma qualcuno ve lo chiede? «Lei è il primo». «Sono qui da 26 anni – dice uno dei responsabili – mai chiesto» e gli fa eco l’addetta al banco: «Io da 20 anni e vale lo stesso». Lasciamo il centro, per Porta Mare, farmacia comunale. Non c’è fila per i farmaci senza ricetta. E ci fiondiamo al banco: «Naloxone? », controlla: «Non lo posso dare, serve ricetta». Guardi che...Alle nostre spiegazioni, la domanda: «Ma è un medico? ». No, e vogliamo il Naloxone. Controlla, ce lo da e poi si scusa. «Non sapevo, ero impreparata». Quanti venduti? : «Uno nel 2016, uno 2017». Alla Fides, la farmacia h24 della città, sanno cos’è. Anche qui chiedono ricetta. Il chiarimento e la spiegazione, il sorriso.
Dalla città alla provincia
Da Ferrara a Comacchio, altre farmacie, stessi dubbi: a S. Giuseppe, Porto Garibaldi e Comacchio centro alla richiesta di Naloxone, la risposta seriale: “Perché me lo chiede? ” . Messe da parte diffidenze, spiegato chi siamo, resta la confusione: «Abbiamo disponibili 4 confezioni – Farmacia Savonuzzi, S. Giuseppe – la legge ci obbliga alla scorta». E poi cadono, sulla ricetta: «Deve essere erogato con prescrizione medica, se il tossicodipendente si presenta senza ricetta, deve chiamarci il medico e il farmacista compilare apposito modulo per la somministrazione». No. Sbagliato. Nella farmacia “Adriatica” di Porto Garibaldi, idee più chiare: «Naloxone? Non è mai stata necessaria la prescrizione medica. Non può esserci risposta diversa, chi conosce la legge, lo sa bene. Da noi non è tuttavia mai stato richiesto». Disponibilità? «Due confezioni in casa».
Come avviene per gli analgesici!
Al villaggio Raibosola, farmacia “San Cassiano” , due confezioni: «Nessun obbligo di ricetta – eccepisce l’addetto – finora mai richiesto». Anche nella farmacia “Trepponti” , centro storico, controllano sul pc, mai richiesto da 2 anni. «Tuttavia – spiega la farmacista –, come avviene per il trattamento di analgesici ed oppiacei, occorre la prescrizione medica, almeno la ricetta bianca ripetibile. Naloxone però è il principio attivo, mentre la marca del farmaco è Narcan». Lo sappiamo. Le farmacie dovrebbero sapere altro.
Daniele Predieri
Katia Romagnoli
Obbligatorio averlo
Tutte avevano a disposizione una o più confezioni: un obbligo, è vero, anche perché, se invece che chiederlo i giornalisti lo avessero fatto i militari del Nas, allora sarebbero fioccate multe salatissime. Nelle stesse farmacie però abbiamo trovato confusione e tanti e troppi dubbi tra gli addetti: il Naloxone (il nome del principio), forse più famoso come Narcan (marchio di una casa farmaceutica) è un farmaco Sop (senza obbligo prescrizione), non serve la ricetta del medico né dei servizi tossicodipendenze (come ci è stato chiesto). Ma quasi tutte le farmacie non lo sapevano chiedendoci ricetta medica: dovrebbero essere più informate! Perché chiunque può acquistarlo, come abbiamo fatto noi: prezzo 4. 29 centesimi, e per salvarti al vita si possono spendere. E allora.
Ditelo in giro, che esiste
Allora, spiegano dai servizi, occorre che i consumatori, giovani e giovanissimi – occasionali e i più a rischio – sappiano questo, che esiste il Naloxone, come del resto «forniamo agli utenti del Sert». «È importante che sia presente in tutte le farmacie – il monito – è che tanti sappiano che si trova e che quei tanti lo facciano sapere in giro». Tra ragazzi e ragazzini. E anche adulti, i classici “weekeder”, che usano droghe ed eroina saltuariamente. E in questa veste ci presentiamo, forse non troppo convincenti. «Vorrei del Naloxone» e davanti a noi, sulla faccia dell’addetto di turno si disegnano sorpresa, stupore, distacco, imbarazzo.
Vorrei del Naloxone, lo avete?
Da parte di chi sa cos’è o chi minimamente ne ignora l’esistenza. Alla prima farmacia, la Giardino, in Gad, Ferrara, ci chiedono la ricetta: «Non possiamo darlo». Scioriniamo quanto sappiamo: «è un Sop, tabella 2 e 4 (obbigatori e salvavita), controlli al computer». L’addetto controlla e lo trova, nel cassettone degli “obbligatori”. «Eccolo». Paghiamo 4. 29 euro e sveliamo che siamo giornalisti. E sul viso dell’addetta si affaccia un sorriso, sollevato. Stessa richiesta di ricetta alla Farmacia Garibaldi: «Serve una carta dei servizi», ci dicono. Ripetiamo tutto, controllano e verificano: «Ha ragione, è un Sop. Lo compra? No, già acquistato». Terza farmacia, la Calzolari, via Cortevecchia: imbarazzo e stupore, richiesta di ricetta, verifica, e consegna del farmaco: «Non ci serve siamo giornalisti». Ma qualcuno ve lo chiede? «Lei è il primo». «Sono qui da 26 anni – dice uno dei responsabili – mai chiesto» e gli fa eco l’addetta al banco: «Io da 20 anni e vale lo stesso». Lasciamo il centro, per Porta Mare, farmacia comunale. Non c’è fila per i farmaci senza ricetta. E ci fiondiamo al banco: «Naloxone? », controlla: «Non lo posso dare, serve ricetta». Guardi che...Alle nostre spiegazioni, la domanda: «Ma è un medico? ». No, e vogliamo il Naloxone. Controlla, ce lo da e poi si scusa. «Non sapevo, ero impreparata». Quanti venduti? : «Uno nel 2016, uno 2017». Alla Fides, la farmacia h24 della città, sanno cos’è. Anche qui chiedono ricetta. Il chiarimento e la spiegazione, il sorriso.
Dalla città alla provincia
Da Ferrara a Comacchio, altre farmacie, stessi dubbi: a S. Giuseppe, Porto Garibaldi e Comacchio centro alla richiesta di Naloxone, la risposta seriale: “Perché me lo chiede? ” . Messe da parte diffidenze, spiegato chi siamo, resta la confusione: «Abbiamo disponibili 4 confezioni – Farmacia Savonuzzi, S. Giuseppe – la legge ci obbliga alla scorta». E poi cadono, sulla ricetta: «Deve essere erogato con prescrizione medica, se il tossicodipendente si presenta senza ricetta, deve chiamarci il medico e il farmacista compilare apposito modulo per la somministrazione». No. Sbagliato. Nella farmacia “Adriatica” di Porto Garibaldi, idee più chiare: «Naloxone? Non è mai stata necessaria la prescrizione medica. Non può esserci risposta diversa, chi conosce la legge, lo sa bene. Da noi non è tuttavia mai stato richiesto». Disponibilità? «Due confezioni in casa».
Come avviene per gli analgesici!
Al villaggio Raibosola, farmacia “San Cassiano” , due confezioni: «Nessun obbligo di ricetta – eccepisce l’addetto – finora mai richiesto». Anche nella farmacia “Trepponti” , centro storico, controllano sul pc, mai richiesto da 2 anni. «Tuttavia – spiega la farmacista –, come avviene per il trattamento di analgesici ed oppiacei, occorre la prescrizione medica, almeno la ricetta bianca ripetibile. Naloxone però è il principio attivo, mentre la marca del farmaco è Narcan». Lo sappiamo. Le farmacie dovrebbero sapere altro.
Daniele Predieri
Katia Romagnoli
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