Berra e Ro verso le nozze Avviato l’iter istituzionale
Gli amministratori sono andati in Regione e hanno incontrato i sindacati Rispetto al progetto originario non ci sarà Copparo: ora lo studio di fattibilità
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BERRA. Berra e Ro, seguendo un percorso già fatto da altri Comuni, si fonderanno in un ente unico. In principio era l’Unione: sei Comuni che in passato erano stati uno solo. Si era anche andati ad uno studio di fattibilità. Poi sono intervenute altre situazioni. Tresigallo e Formignana sono bene avviate alla fusione ed al ritorno a Comune unico. Jolanda ha scelto altre strade. Un anno fa, più o meno, si cominciò a discutere della possibilità di arrivare alla fusione di tre Comuni: Copparo, Ro e Berra.
È di questi giorni, alla fine, la decisione di Ro e Berra di arrivare alla fusione, restando comunque nell’ambito dell’Unione che, probabilmente, si intende rafforzare. Di questo si parla ormai da tempo. E negli ultimi mesi si sarebbero ripetute diverse occasioni di contatto e confronto tra le giunte, fino a ieri al confronto con i sindacati della funzione pubblica. Su un social un esponente sindacale ha pubblicato la lettera ai sindacati della funzione pubblica da parte del sindaco di Ro, Giannini, che invitava ad un incontro sul progetto di fusione. E dalla Regione rimbalza la notizia di un incontro con l’apposito ufficio per stabilire se i tempi e i modi per questa fusione erano adeguati e corretti.
Dalle prime considerazioni, sembra che nulla si opponga: la Regione intende ridurre il numero dei Comuni ed incentiva al massimo questa scelta. E lo Stato è munifico con i Comuni che intendono fondersi. Contemporaneamente, le giunte hanno affidato (e anche questo è un atto ormai pubblico) all’Università di Ferrara (praticamente allo stesso istituto a cui era stato affidato quello per la fusione a sei di prima intenzione) uno studio di fattibilità per la fusione stessa, al prezzo di 10.000 euro equamente divisi. In più, ci sono molti punti di contatto (un esempio? La zona golenale in comune sulla destra Po) che possono aiutare nelle azioni sinergiche non contemplate dall’Unione, a cui, comunque, si intende continuare ad aderire come intendono fare Tresigallo e Formignana.
Al momento non vi sono comunicazioni ufficiali, se non quelle istituzionali ( le delibere di giunta, le indagini esplorative in Regione, l’incontro con i sindacati), ma si tratta di una serie di decisioni tutte indirizzate verso la fusione. E a questo punto è ormai deciso. Attenzione: la fusione comporta un forte contributo in denaro, sotto forma di trasferimenti a fondo perduto (arriveranno, cioé, soldi in buona quantità e non vincolati alla restituzione), allo scopo di consentire il sostegno di queste nuove realtà. Ma quanto saranno consistenti questi contributi? Presto detto: nel sito della Regione c'è un foglio di calcolo in cui basta inserire i Comuni interessati ed arrivano le cifre. Per Berra e Ro dovrebbero arrivare un milione (è la metà del contributo complessivo statale pre 2010 che viene preso come base) e 300.000 euro dalla Regione. In tutto, 1,3 milioni di euro l’anno. Per dieci anni.
Alessandro Bassi
È di questi giorni, alla fine, la decisione di Ro e Berra di arrivare alla fusione, restando comunque nell’ambito dell’Unione che, probabilmente, si intende rafforzare. Di questo si parla ormai da tempo. E negli ultimi mesi si sarebbero ripetute diverse occasioni di contatto e confronto tra le giunte, fino a ieri al confronto con i sindacati della funzione pubblica. Su un social un esponente sindacale ha pubblicato la lettera ai sindacati della funzione pubblica da parte del sindaco di Ro, Giannini, che invitava ad un incontro sul progetto di fusione. E dalla Regione rimbalza la notizia di un incontro con l’apposito ufficio per stabilire se i tempi e i modi per questa fusione erano adeguati e corretti.
Dalle prime considerazioni, sembra che nulla si opponga: la Regione intende ridurre il numero dei Comuni ed incentiva al massimo questa scelta. E lo Stato è munifico con i Comuni che intendono fondersi. Contemporaneamente, le giunte hanno affidato (e anche questo è un atto ormai pubblico) all’Università di Ferrara (praticamente allo stesso istituto a cui era stato affidato quello per la fusione a sei di prima intenzione) uno studio di fattibilità per la fusione stessa, al prezzo di 10.000 euro equamente divisi. In più, ci sono molti punti di contatto (un esempio? La zona golenale in comune sulla destra Po) che possono aiutare nelle azioni sinergiche non contemplate dall’Unione, a cui, comunque, si intende continuare ad aderire come intendono fare Tresigallo e Formignana.
Al momento non vi sono comunicazioni ufficiali, se non quelle istituzionali ( le delibere di giunta, le indagini esplorative in Regione, l’incontro con i sindacati), ma si tratta di una serie di decisioni tutte indirizzate verso la fusione. E a questo punto è ormai deciso. Attenzione: la fusione comporta un forte contributo in denaro, sotto forma di trasferimenti a fondo perduto (arriveranno, cioé, soldi in buona quantità e non vincolati alla restituzione), allo scopo di consentire il sostegno di queste nuove realtà. Ma quanto saranno consistenti questi contributi? Presto detto: nel sito della Regione c'è un foglio di calcolo in cui basta inserire i Comuni interessati ed arrivano le cifre. Per Berra e Ro dovrebbero arrivare un milione (è la metà del contributo complessivo statale pre 2010 che viene preso come base) e 300.000 euro dalla Regione. In tutto, 1,3 milioni di euro l’anno. Per dieci anni.
Alessandro Bassi
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