Carife, i risparmiatori bussano in Regione: faccia come il Veneto
Le associazioni chiedono a Bonaccini un fondo di assistenza. Speranze per gli arbitrati: diversi casi di violazioni palesi
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FERRARA. Federconsumatori, Adiconsum e Legaconsumatori rappresentano circa il 40% dei risparmiatori Carife che si sono costituiti parte civile nel processo sull’aumento di capitale partito a Pontelagoscuro. Il passo di carica però rischia di non essere terminato qui. «In questi giorni stiamo ricevendo centinaia di telefonate di persone che vogliono giustizia rispetto a un danno subito davvero enorme», dice Roberto Zapparoli, presidente della Federconsumatori provinciale. L’ammissibilità è comunque tutta ancora nelle mani delle toghe. Fin qui infatti si è potuto iscrivere nella lista delle parti civili esclusivamente chi comprò azioni contestualmente all’aumento di capitale del 2011: circa 1.200 persone, intenzionate a chiedere i danni. Se le maglie si allargheranno anche alle acquisizioni antecedenti o successive sarà deciso dal giudice dell’udienza preliminare Piera Tassoni, il prossimo 19 ottobre.
Le associazioni di consumatori, con avvocati di fiducia al seguito, sono pronte. «Anche se a dire la verità noi speravamo in altre soluzioni – spiega Milena Grassi di Adiconsum - Siamo stati costretti in pratica a rivolgerci ai tribunali, non ci vogliamo certo speculare sopra: ci siamo mossi sempre con spirito associativo». Anche perché chiedere poche decine di euro per l’iscrizione, magari a chi dal crac della banca locale ha visto andare in fumo tutti i risparmi, non è affatto agevole.
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Ecco quindi un’altra richiesta, stavolta con direzione Bologna. «Vorremmo che il presidente della giunta regionale Bonaccini ci ricevesse - sostiene Enrico Scarazzati di Lega Consumatori - La Regione Veneto ha stanziato 500mila euro in favore delle associazioni che rappresentano gli investitori, sarebbe importante che l’Emilia Romagna facesse altrettanto». Intanto c’è un’altra scadenza che preme: quella del 12 novembre, ovvero l’ultima data utile per presentare domanda di arbitrato all’Anac, opzione percorribile da quegli obbligazionisti esclusi dai paletti stringenti entro cui si è riusciti a recuperare l’80% di rimborso forfettario delle perdite. «Invitiamo chi fosse interessato a contattarci - avvertono gli avvocati delle associazioni - e a muoversi per tempo, perché la pratica non è semplice da mettere in piedi. Nello specifico, in alcuni casi abbiamo notato violazioni negoziali piuttosto palesi: assenza degli stessi contratti di negoziazione, assenza o perlomeno carente profilatura del cliente, per cui risultavano non allineate le dichiarazioni sui questionari Mifid con gli obiettivi di investimento, l’esperienza e gli estratti conto».
L’ennesimo appello al mondo della politica a farsi carico delle conseguenze sulle famiglie del crac Carife arriva da Zapparoli: «Finora gli impegni presi non si stanno concretizzando. Le differenze di trattamento verso i risparmiatori ferraresi rispetto ad altri sono state evidenti: l’ultimo esempio è il recente salvataggio delle Casse di Cesena, Rimini e San Miniato, grazie al fondo che fu negato a Carife». La ferita del novembre 2015 ancora sanguina, a Ferrara e dintorni.
Fabio Terminali
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