Cattivi odori in paese La gente chiede interventi
Bevilacqua, nel mirino l’impianto di compostaggio della coop La Città Verde Il direttore: «Ci impegniamo ad intervenire per ridurre le emissioni»
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BEVILACQUA. Tengono banco a Bevilacqua i cattivi odori che gravano in paese, prodotti dall’impianto di compostaggio della coop sociale La Città Verde di Pieve. Così tanti bevilacquesi si sono confrontati giovedì sera con la proprietà dell'impianto di via Riga Bassa 1134 e con il Comune di Crevalcore.
A dar voce ai tanti cittadini, contrariati dall'insopportabile cappa di puzza che sovrasta in diversi momenti della giornata il paese, ben percepita anche nel Centese, il presidente della consulta civica Nico Landi e da Valeria Foceri dell'associazione Bimbilacqua. Un tema già sollevato dal consigliere regionale Marco Pettazzoni che ha presentato un’interrogazione in Regione.
All'origine dei cattivi odori, percepiti soprattutto alla mattina e alla sera, l'impianto di compostaggio e produzione di cippato, inaugurato il 30 aprile 2016, gestito e di proprietà dalla coop pievese. Una cooperativa sociale, come riferito dal presidente Andrea Cacciari, con 112 dipendenti, che dà opportunità di lavoro a persone svantaggiate del territorio, per servizi di manutenzione del verde, igiene urbana, manutenzione e installazione di arredi urbani.
A spiegare come funziona il processo di compostaggio aerobico, il direttore dell'impianto Giorgio Rosso: «Si tratta di un impianto di trattamento rifiuti biodegradabili (organico e verde) autorizzato per 15mila t/anno, di origine urbana (domestica, mercati, mense) e industriale, sfalci e verde, derivanti dalla differenziata svolta nei comuni del territorio (l'80% entro i 20 km), tra cui quelli dell'Alto Ferrarese. Risultato dopo 90 giorni, compost: ammendante per l'agricoltura. Poi la messa in riserva di legno da imballaggio per avviarlo a recupero. E infine impianto di recupero di biomassa legnosa e legno verde, per realizzare cippato. Non è una discarica, né un inceneritore, ma un impianto di recupero di rifiuti non pericolosi».
Forte la protesta dei residenti, prima di tutto per «non essere stati informati e coinvolti prima della realizzazione dell'impianto». Poi «la preoccupazione per la salute», oltre che «l'intensità dei cattivi odori, talmente insopportabili da andare a colpire la qualità della vita delle persone. Impossibile persino stare fuori. La puzza impregna case, vestiti, cuscini».
In risposta, il tecnico ha garantito: «Non esiste alcun rischio che i rifiuti in entrata come le emissioni gassose possano provocare danno alla salute. Si tratta di un impianto che dal 2009 ha seguito tutto l'iter di autorizzazione e che è sottoposto costantemente a rigorosi controlli, interni ed esterni da parte di Arpae».
Dalla Città Verde, come dall'assessore all'ambiente del Comune di Crevalcore Marco Martelli, l'impegno a gestire il problema, pur evidenziando l'importanza dell'impianto di compostaggio, ultima frontiera nella gestione virtuosa dei rifiuti. «Stiamo via via migliorando il sistema – ha garantito Rosso –. Raccogliamo le lamentele e ci impegniamo da qui ai prossimi mesi, a individuare le criticità e a intervenire per realizzare al meglio il processo, al fine di ridurre per quanto possibile i cattivi odori». (b.b.)
A dar voce ai tanti cittadini, contrariati dall'insopportabile cappa di puzza che sovrasta in diversi momenti della giornata il paese, ben percepita anche nel Centese, il presidente della consulta civica Nico Landi e da Valeria Foceri dell'associazione Bimbilacqua. Un tema già sollevato dal consigliere regionale Marco Pettazzoni che ha presentato un’interrogazione in Regione.
All'origine dei cattivi odori, percepiti soprattutto alla mattina e alla sera, l'impianto di compostaggio e produzione di cippato, inaugurato il 30 aprile 2016, gestito e di proprietà dalla coop pievese. Una cooperativa sociale, come riferito dal presidente Andrea Cacciari, con 112 dipendenti, che dà opportunità di lavoro a persone svantaggiate del territorio, per servizi di manutenzione del verde, igiene urbana, manutenzione e installazione di arredi urbani.
A spiegare come funziona il processo di compostaggio aerobico, il direttore dell'impianto Giorgio Rosso: «Si tratta di un impianto di trattamento rifiuti biodegradabili (organico e verde) autorizzato per 15mila t/anno, di origine urbana (domestica, mercati, mense) e industriale, sfalci e verde, derivanti dalla differenziata svolta nei comuni del territorio (l'80% entro i 20 km), tra cui quelli dell'Alto Ferrarese. Risultato dopo 90 giorni, compost: ammendante per l'agricoltura. Poi la messa in riserva di legno da imballaggio per avviarlo a recupero. E infine impianto di recupero di biomassa legnosa e legno verde, per realizzare cippato. Non è una discarica, né un inceneritore, ma un impianto di recupero di rifiuti non pericolosi».
Forte la protesta dei residenti, prima di tutto per «non essere stati informati e coinvolti prima della realizzazione dell'impianto». Poi «la preoccupazione per la salute», oltre che «l'intensità dei cattivi odori, talmente insopportabili da andare a colpire la qualità della vita delle persone. Impossibile persino stare fuori. La puzza impregna case, vestiti, cuscini».
In risposta, il tecnico ha garantito: «Non esiste alcun rischio che i rifiuti in entrata come le emissioni gassose possano provocare danno alla salute. Si tratta di un impianto che dal 2009 ha seguito tutto l'iter di autorizzazione e che è sottoposto costantemente a rigorosi controlli, interni ed esterni da parte di Arpae».
Dalla Città Verde, come dall'assessore all'ambiente del Comune di Crevalcore Marco Martelli, l'impegno a gestire il problema, pur evidenziando l'importanza dell'impianto di compostaggio, ultima frontiera nella gestione virtuosa dei rifiuti. «Stiamo via via migliorando il sistema – ha garantito Rosso –. Raccogliamo le lamentele e ci impegniamo da qui ai prossimi mesi, a individuare le criticità e a intervenire per realizzare al meglio il processo, al fine di ridurre per quanto possibile i cattivi odori». (b.b.)
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