Con i cani e l’antidoto nei parchi dei “veleni”
Bocconi mortali sono stati trovati in via Renata di Francia e via Lucrezia Borgia I residenti: «Non sappiamo dove andare». E c’è chi porta con sé il bicarbonato
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I proprietari di cani della zona sono in allerta dopo il ritrovamento di esche avvelenate ritrovate nel piccolo parco di via Renata di Francia e anche in via Lucrezia Borgia, all’interno di una circoscritta zona verde, come indicano i cartelli affissi. E dopo bocconi al veleno sono spuntati cartelli di avvertimento un po’ ovunque nella zona verde: dalle panchine ai pali della luce per avvisare i proprietari di cani del possibile pericolo. I residenti della zona che hanno cani, da parte loro, cercano di difendersi come possono, insegnando agli animali a non mangiare nulla di ciò che trovano in terra. Cambiare zona per molti è difficile, richiederebbe lo spostarsi con l’auto, e non sempre è possibile. Così la maggioranza non cambia abitudini, anche perché u l problema c’è spesso e anche in altre zone. Michela Colla, per esempio, dice che da 4 anni ha il cane «e il problema delle esche non è nuovo. Quello che possiamo fare è controllarle maggiormente i cani, ma siamo molto limitati nelle zone dove andare. Per andare in zona sgambamento dovrei fare dai 2 ai 5 chilometri ogni giorno per 3/4 volte. Sta a noi controllare i cani, ma non per questo devono pagare i cuccioli». A spasso con il suo cane è anche Vincenzo Iannuzzo, che sottolinea come «in questo luogo è proibito portare cani anche con il guinzaglio. Non ci sono però tante altre aree pubbliche o zone sgambamento vicine. Bisogna andare a Villa Fulvia, perché anche nel sottomura ci sono situazioni del genere». Micaela Pinnavia insegna al cane «a non mangiare quello che trova in terra fuori casa. C’è anche chi porta con sé del bicarbonato. Purtroppo questo è un problema grande per noi».
Veronica Capucci
Veronica Capucci
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