JOLANDA DI SAVOIA
L’Auser vince in tribunale: salta la maxi multa
JOLANDA. A tre anni di distanza dal verbale da 134mila euro ai danni dell’Auser, il tribunale civile di Ferrara ha chiarito la vicenda legata ai rimborsi spese dei volontari che svolgevano attività a...
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JOLANDA. A tre anni di distanza dal verbale da 134mila euro ai danni dell’Auser, il tribunale civile di Ferrara ha chiarito la vicenda legata ai rimborsi spese dei volontari che svolgevano attività a Jolanda. Chiarita dando ragione all’associazione: i soldi percepiti dagli iscritti all’associazione non possono essere considerati come retribuzione, vale a dire che i contributi Inps ed Inail non sono dovuti, tanto meno le sanzioni. Un bel sospiro di sollievo per l’associazione. E una soddisfazione per l’amministrazione comunale partner dei progetti, ma una soddisfazione dal sapore amaro: con il clamore che la vicenda ha suscitato e i volontari chiamati a presentarsi nella caserma della Guardia di Finanza, di quel bel gruppo di concittadini che impegnava il proprio tempo per la comunità, a distanza di tre anni non sono rimaste che poche persone. Comprensibilmente.
«La sentenza Auser è uno dei flop dell’opposizione jolandina», commenta la sindaca Elisa Trombin. Ne fa una questione politica, perché l’intervento della Finanza scattò a seguito di un’iniziativa della consigliera civica Elisabetta Pezzoli che stigmatizzava la convenzione firmata tra il Comune e l’associazione sulla cura del verde pubblico, i servizi di pre e dopo scuola ed altri compiti di pubblica utilità. «L’opposizione si è elevata a paladina del bene comune credendo di aver scovato chi sa quali fatti in Auser e invece ha avuto torto ancora una volta – insiste Trombin – Ma per Jolanda è stato comunque un problema: il gruppo volontari Auser che eravamo riusciti a costruire nel nostro primo mandato, fatto da 42 persone che con dignità e volontà si erano messi a servizio del Comune, si è completamente sfaldato. Di quelle persone oggi ne sono rimaste appena sei. E quegli aiuti che il comune ha perso? Certo noi non ci siamo arresi e abbiamo garantiti lo stesso i servizi stabiliti, ma con il doppio della fatica e senza poter contare sulle persone del nostro paese che in qualche modo avevano dimostrato un forte entusiasmo per aiutare la loro comunità. Un danno – conclude la sindaca – che si somma ai 100.000 euro spesi ad oggi dal Comune, e quindi dai cittadini, per rispondere alle richieste dell’opposizione».
I rimborsi che erano stati contestati da Ispettorato del lavoro, Inps ed Inail risalgono ai primi otto mesi del 2014. La sentenza è arrivata alla terza udienza (la prima nel 2015, la seconda lo scorso anno), ma nel frattempo, a dar ulteriore fiducia ai vertici dell’Auser, era arrivato un pronunciamento dei giudici di Bologna che, in un caso del tutto analogo, avevano cancellato la multa di 850mila euro arrivata alla sezione di Budrio.
«La sentenza Auser è uno dei flop dell’opposizione jolandina», commenta la sindaca Elisa Trombin. Ne fa una questione politica, perché l’intervento della Finanza scattò a seguito di un’iniziativa della consigliera civica Elisabetta Pezzoli che stigmatizzava la convenzione firmata tra il Comune e l’associazione sulla cura del verde pubblico, i servizi di pre e dopo scuola ed altri compiti di pubblica utilità. «L’opposizione si è elevata a paladina del bene comune credendo di aver scovato chi sa quali fatti in Auser e invece ha avuto torto ancora una volta – insiste Trombin – Ma per Jolanda è stato comunque un problema: il gruppo volontari Auser che eravamo riusciti a costruire nel nostro primo mandato, fatto da 42 persone che con dignità e volontà si erano messi a servizio del Comune, si è completamente sfaldato. Di quelle persone oggi ne sono rimaste appena sei. E quegli aiuti che il comune ha perso? Certo noi non ci siamo arresi e abbiamo garantiti lo stesso i servizi stabiliti, ma con il doppio della fatica e senza poter contare sulle persone del nostro paese che in qualche modo avevano dimostrato un forte entusiasmo per aiutare la loro comunità. Un danno – conclude la sindaca – che si somma ai 100.000 euro spesi ad oggi dal Comune, e quindi dai cittadini, per rispondere alle richieste dell’opposizione».
I rimborsi che erano stati contestati da Ispettorato del lavoro, Inps ed Inail risalgono ai primi otto mesi del 2014. La sentenza è arrivata alla terza udienza (la prima nel 2015, la seconda lo scorso anno), ma nel frattempo, a dar ulteriore fiducia ai vertici dell’Auser, era arrivato un pronunciamento dei giudici di Bologna che, in un caso del tutto analogo, avevano cancellato la multa di 850mila euro arrivata alla sezione di Budrio.
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