Lo sport non riesce a fare squadra «Prendete le palestre»
di Annarita Bova
Il sindaco Minarelli: le diamo in comodato d’uso gratuito «Non possiamo affrontare i costi per la messa a norma»
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PORTOMAGGIORE. Quando lo sport diventa un problema. È quanto sta succedendo a Portomaggiore, dove un gruppo sempre più nutrito di persone chiede a gran voce al sindaco Nicola Minarelli di trovare soluzioni e spazi adeguati per garantire a tutti il “diritto” a praticare attività sportiva. Nei giorni scorsi il vicesindaco Andrea Baraldi aveva evidenziato che «tutti gli sport di squadra con tornei e campionati sono garantiti dall’amministrazione, mentre per gli altri l’offerta è privata».
Quale il punto allora? E perché la polemica soprattutto sui social è ormai feroce? Il comune vede un Palazzetto dello Sport nuovo e due palestre, oltre una serie di piccoli spazi che consentono corsi di ginnastica ma nulla di più. Le due palestre in grado di garantire lo svolgimento degli sport di squadra, volley e basket soprattutto, sono chiuse. Resta dunque il Palasport gestito dalla Team Volley. La prima squadra è impegnata nel campionato di serie B con necessità di allenarsi quasi tutti i giorni, lasciando poco spazio agli altri. «Partendo dal presupposto che dovrebbero mettersi d’accordo tra loro - spiega il sindaco - noi siamo disposti a mediare ma non possiamo certo riaprire le palestre considerati i costi esorbitanti».
Un passo indietro. I due impianti sono sprovvisti della certificazione prevenzione incendi che costerebbe circa 60mila euro per la palestra di via Padova e 200mila per quella in via Repubblica del Congo. Più una serie di costi aggiuntivi. Quando il tetto del Palasport è crollato, nel 2010, la Provincia ha consentito l’uso degli impianti alle scuole annullando la deroga nel momento in cui il palazzetto è stato riaperto lo scorso anno (ed ecco perché i problemi sono sorti adesso). «Come Comune non abbiamo problemi a dare le palestre in comodato d’uso gratuito alle società o ai privati che si fanno avanti - dice Minarelli - a patto che li mettano a norma visto che noi non riusciamo». «Non ci sono problemi dal punto di vista dell’agibilità- fa eco il vicesindaco Andrea Baraldi - Bisogna però richiedere le certificazioni necessarie. Se qualcuno si fa avanti, ben venga. Altrimenti invito i responsabili della Team Volley a trovare delle soluzioni».
«Il campo da calcio non ha nulla a che vedere con questa storia - fa presente il primo cittadino - sono due cose che viaggiano su binari paralleli. Per noi il Palazzetto può garantire a tutti la possibilità di fare allenamento, se serve un mediatore mi faccio avanti ma non è possibile scaricare sull’amministrazione ogni tipo di colpa e di responsabilità anche sulla gestione di altri».
Quale il punto allora? E perché la polemica soprattutto sui social è ormai feroce? Il comune vede un Palazzetto dello Sport nuovo e due palestre, oltre una serie di piccoli spazi che consentono corsi di ginnastica ma nulla di più. Le due palestre in grado di garantire lo svolgimento degli sport di squadra, volley e basket soprattutto, sono chiuse. Resta dunque il Palasport gestito dalla Team Volley. La prima squadra è impegnata nel campionato di serie B con necessità di allenarsi quasi tutti i giorni, lasciando poco spazio agli altri. «Partendo dal presupposto che dovrebbero mettersi d’accordo tra loro - spiega il sindaco - noi siamo disposti a mediare ma non possiamo certo riaprire le palestre considerati i costi esorbitanti».
Un passo indietro. I due impianti sono sprovvisti della certificazione prevenzione incendi che costerebbe circa 60mila euro per la palestra di via Padova e 200mila per quella in via Repubblica del Congo. Più una serie di costi aggiuntivi. Quando il tetto del Palasport è crollato, nel 2010, la Provincia ha consentito l’uso degli impianti alle scuole annullando la deroga nel momento in cui il palazzetto è stato riaperto lo scorso anno (ed ecco perché i problemi sono sorti adesso). «Come Comune non abbiamo problemi a dare le palestre in comodato d’uso gratuito alle società o ai privati che si fanno avanti - dice Minarelli - a patto che li mettano a norma visto che noi non riusciamo». «Non ci sono problemi dal punto di vista dell’agibilità- fa eco il vicesindaco Andrea Baraldi - Bisogna però richiedere le certificazioni necessarie. Se qualcuno si fa avanti, ben venga. Altrimenti invito i responsabili della Team Volley a trovare delle soluzioni».
«Il campo da calcio non ha nulla a che vedere con questa storia - fa presente il primo cittadino - sono due cose che viaggiano su binari paralleli. Per noi il Palazzetto può garantire a tutti la possibilità di fare allenamento, se serve un mediatore mi faccio avanti ma non è possibile scaricare sull’amministrazione ogni tipo di colpa e di responsabilità anche sulla gestione di altri».
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