Profugo con la marijuana: terzo arresto
In manette un altro richiedente asilo dopo un’operazione dei carabinieri. L’uomo era stato accolto all’ostello Estense
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Lo hanno sorpreso mentre cedeva tre grammi di marijuana nel parchetto di via Spartaco, proprio dietro l’Ostello Estense di corso Biagio Rossetti dove è ospitato come richiedente asilo.
Un nigeriano di 33 anni, F.D., è stato arrestato giovedì pomeriggio dai carabinieri del Norm di Ferrara con l’accusa di spaccio, e si trova ora ai domiciliari presso la stessa struttura gestita dalla cooperativa per l’accoglienza migranti Ballarò. I carabinieri del Nucleo operativo radiomobile lo hanno sorpreso durante un servizio di polizia mirato alla prevenzione e alla repressione dello spaccio.
Il nigeriano è stato colto in flagrante durante la compravendita di una dose di marijuana, ceduta a un cliente colombiano per dieci euro. Un episodio che, all’esito della perquisizione della stanza all’ostello, non appare certo come un caso isolato. Nella camera da letto infatti c’erano altri 13 grammi di marijuana e 445 euro in contanti, che sono stati sequestrati come frutto dell’attività di spaccio.
Se l’arresto, come detto, è maturato nel corso di un servizio di controllo degli uomini dell’Arma nella zona Gad, è difficile non collegare questo episodio con gli altri due precedenti che, nell’arco di sole due settimane, hanno visto finire in manette altri due richiedenti asilo ospitati in strutture di accoglienza della provincia di Ferrara, gestite da cooperative nell’ambito dei progetti di accoglienza dei migranti. Due arresti, quelli del 21 settembre e del 3 ottobre, caratterizzati peraltro dal sequestro di quantità piuttosto ingenti di droga: due atti di marijuana nel primo caso, ben quattro etti nel secondo.
A settembre era finito nei guai un ghanese di 25 anni che, dopo aver alloggiato in una struttura di Ostellato gestita da Camelot, si era trasferito in un alloggio privato a Codigoro, gestito dalla stessa coop. Il giovane era andato a rifornirsi a Ferrara ed era stato bloccato dai carabinieri non appena sceso alla stazione di Codigoro e arrestato: sarà processato a novembre.
Già condannato a un anno e mezzo (con pena sospesa perché incensurato), invece, il diciottenne originario del Gambia e arrestato il 3 ottobre dai carabinieri perché trovato in possesso di 410 grammi di marijuana. Il ragazzo era ospitato come richiedente protezione internazionale in una struttura di via XXV aprile Comacchio gestita da Camelot.
Con il terzo arresto risulta evidente che non si tratta di episodi casuali e isolati, ma che al contrario l’attenzione degli inquirenti si sta concentrando su un ambito particolare dello spaccio, legato al “reclutamento” di richiedenti asilo in organizzazioni di smercio al minuto controllate - all’esterno - da trafficanti di livello superiore.
Così come sta destando crescente preoccupazione, soprattutto tra i genitori, la “nuova” piazza dello spaccio che si sta sviluppando non solo nel parchetto di via Spartaco, ma anche nel corridoio che fiancheggia il parcheggio Diamanti e porta fino al liceo Ariosto. Un’area in cui sempre più spesso vengono notati gruppi di pusher intrattenersi con giovani e giovanissimi acquirenti.
Ai tre arresti, dunque, si accompagna un’attività di indagine mirata a risalire ai fornitori della droga e al livello superiore dello spaccio che guarda ai richiedenti asilo come a un potenziale serbatoio di spaccini al minuto. Il nigeriano si trova ora agli arresti domiciliari, in attesa del processo che sarà celebrato, molto probabilmente già oggi, con rito direttissimo. Da parte della cooperativa Ballarò di Palermo, interpellata dalla “Nuova”, nessuna dichiarazione, se non quella di attendere le prossime decisioni dell’autorità giudiziaria.
Un nigeriano di 33 anni, F.D., è stato arrestato giovedì pomeriggio dai carabinieri del Norm di Ferrara con l’accusa di spaccio, e si trova ora ai domiciliari presso la stessa struttura gestita dalla cooperativa per l’accoglienza migranti Ballarò. I carabinieri del Nucleo operativo radiomobile lo hanno sorpreso durante un servizio di polizia mirato alla prevenzione e alla repressione dello spaccio.
Il nigeriano è stato colto in flagrante durante la compravendita di una dose di marijuana, ceduta a un cliente colombiano per dieci euro. Un episodio che, all’esito della perquisizione della stanza all’ostello, non appare certo come un caso isolato. Nella camera da letto infatti c’erano altri 13 grammi di marijuana e 445 euro in contanti, che sono stati sequestrati come frutto dell’attività di spaccio.
Se l’arresto, come detto, è maturato nel corso di un servizio di controllo degli uomini dell’Arma nella zona Gad, è difficile non collegare questo episodio con gli altri due precedenti che, nell’arco di sole due settimane, hanno visto finire in manette altri due richiedenti asilo ospitati in strutture di accoglienza della provincia di Ferrara, gestite da cooperative nell’ambito dei progetti di accoglienza dei migranti. Due arresti, quelli del 21 settembre e del 3 ottobre, caratterizzati peraltro dal sequestro di quantità piuttosto ingenti di droga: due atti di marijuana nel primo caso, ben quattro etti nel secondo.
A settembre era finito nei guai un ghanese di 25 anni che, dopo aver alloggiato in una struttura di Ostellato gestita da Camelot, si era trasferito in un alloggio privato a Codigoro, gestito dalla stessa coop. Il giovane era andato a rifornirsi a Ferrara ed era stato bloccato dai carabinieri non appena sceso alla stazione di Codigoro e arrestato: sarà processato a novembre.
Già condannato a un anno e mezzo (con pena sospesa perché incensurato), invece, il diciottenne originario del Gambia e arrestato il 3 ottobre dai carabinieri perché trovato in possesso di 410 grammi di marijuana. Il ragazzo era ospitato come richiedente protezione internazionale in una struttura di via XXV aprile Comacchio gestita da Camelot.
Con il terzo arresto risulta evidente che non si tratta di episodi casuali e isolati, ma che al contrario l’attenzione degli inquirenti si sta concentrando su un ambito particolare dello spaccio, legato al “reclutamento” di richiedenti asilo in organizzazioni di smercio al minuto controllate - all’esterno - da trafficanti di livello superiore.
Così come sta destando crescente preoccupazione, soprattutto tra i genitori, la “nuova” piazza dello spaccio che si sta sviluppando non solo nel parchetto di via Spartaco, ma anche nel corridoio che fiancheggia il parcheggio Diamanti e porta fino al liceo Ariosto. Un’area in cui sempre più spesso vengono notati gruppi di pusher intrattenersi con giovani e giovanissimi acquirenti.
Ai tre arresti, dunque, si accompagna un’attività di indagine mirata a risalire ai fornitori della droga e al livello superiore dello spaccio che guarda ai richiedenti asilo come a un potenziale serbatoio di spaccini al minuto. Il nigeriano si trova ora agli arresti domiciliari, in attesa del processo che sarà celebrato, molto probabilmente già oggi, con rito direttissimo. Da parte della cooperativa Ballarò di Palermo, interpellata dalla “Nuova”, nessuna dichiarazione, se non quella di attendere le prossime decisioni dell’autorità giudiziaria.
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