mesola
«Dignità anche nella malattia»
È lo scopo dell’Hospice gestito da Ado che conta oltre 2mila pazienti
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MESOLA . Con 2.085 pazienti ricoverati ed assistiti, per la maggior parte (il 72%) provenienti dai Comuni afferenti il Distretto Sanitario Sud-Est dell’Azienda Usl di Ferrara, l’Hospice di Codigoro, a dieci anni dall’attivazione, svolge un’encomiabile e qualificata attività a favore delle persone che più soffrono. L’assistenza in Hospice, gestito da Ado Ferrara, è erogata in forma gratuita ed è rivolta ai malati in fase avanzata di malattia oncologici e non oncologici, che necessitano di cure di supporto, cure palliative oppure di un ricovero temporaneo anche di sollievo alla famiglia. La struttura, inoltre, fornisce consulenze palliative domiciliari, ospedaliere od ambulatoriali richiedibili da parte del medico curante.
Una struttura che, visti i risultati nel già considerevole cammino decennale, proponendo cure che ricercano la migliore qualità di vita possibile al malato, per il sollievo dal dolore e dagli altri sintomi, che tengono conto degli aspetti psicologici, sociali e spirituali ed aiutano la famiglia del malato nel percorso di cura, ha aperto uno squarcio assistenziale diretto sulla dignità del dolore che, fino al 2007, era tenuto pudicamente nascosto attraverso i ricoveri ospedalieri oppure vissuto in modo straziante tra le mura domestiche. Così, per ricordare, approfondire e riflettere sul cammino finora percorso e sulle prospettive future di questa encomiabile attività ieri è stato organizzato a Mesola un convegno (nella foto). Nel corso del quale, all’interno della sala convegni della monumentale delizia estense, di fronte ad una platea numerosa e coinvolta, sono stati illustrati i rilevanti risultati dell’attività. Nonché l’impegno a proseguire l’impegno dell’Hospice e potenziare la rete di cure palliative, non solo a livello distrettuale. (pg.f.)
Una struttura che, visti i risultati nel già considerevole cammino decennale, proponendo cure che ricercano la migliore qualità di vita possibile al malato, per il sollievo dal dolore e dagli altri sintomi, che tengono conto degli aspetti psicologici, sociali e spirituali ed aiutano la famiglia del malato nel percorso di cura, ha aperto uno squarcio assistenziale diretto sulla dignità del dolore che, fino al 2007, era tenuto pudicamente nascosto attraverso i ricoveri ospedalieri oppure vissuto in modo straziante tra le mura domestiche. Così, per ricordare, approfondire e riflettere sul cammino finora percorso e sulle prospettive future di questa encomiabile attività ieri è stato organizzato a Mesola un convegno (nella foto). Nel corso del quale, all’interno della sala convegni della monumentale delizia estense, di fronte ad una platea numerosa e coinvolta, sono stati illustrati i rilevanti risultati dell’attività. Nonché l’impegno a proseguire l’impegno dell’Hospice e potenziare la rete di cure palliative, non solo a livello distrettuale. (pg.f.)
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