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Luminari e giovani La sfilata dei dottori nel segno d’Ippocrate

di Marcello Pulidori
Luminari e giovani La sfilata dei dottori nel segno d’Ippocrate

Lo storico Giuramento letto a due voci a inizio cerimonia Di Lascio ai neolaureati: «Siate fieri di questa professione»

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Ippocrate sarebbe stato fiero di loro. Aleggiava lo spirito dello storico medico greco (al quale si deve l’altrettanto storico testo del Giuramento prestato dai medici e dagli odontoiatri prima di iniziare la professione), nell’Aula Magna del dipartimento di giurisprudenza in Corso Ercole d’Este, ieri intrisa di quella sanissima austerità che sempre accompagna i momenti più intensi. E gli intenti pronunciati, assieme agli sguardi acuti e attenti rivolti al tavolo della presidenza, restituivano appieno le speranze dei nuovi medici. Se il buongiorno si vede dal mattino, la nuova generazione di dottori dovrebbe farci stare abbastanza tranquilli. Nell’aprire i lavori, il presidente dell’Ordine dei medici e degli odontoiatri, Bruno Di Lascio ha criticato «chi in certe aule di Roma sta cercando di fare a pezzi il nostro Ordine, che è uno dei nostri pilastri (fin troppo chiaro il riferimento a quei partiti favorevoli all’abolizione degli Ordini professionali, ndr). Senza rendersi conto che così stanno facendo a pezzi i pilastri di una professione. Non vogliamo benefici di alcuni tipo - ha proseguito Di Lascio davanti ad una platea folta ed attentissima - , chiediamo di poter costruire un’alleanza terapeutica col paziente perché la nostra è la professione più bella del mondo ed è anche una missione». Oltre ai riconoscimenti ai medici che hanno raggiunto il 50º di laurea (Francesco Bagatella, Antonio Cancellara, Giovanni Dell’Acqua, Mario Fabbri, Cataldo Monteleone, Giulio Reschiglian, Pier Nuccio Scutellari, Reinhold WilhelmStockbrugger, Adriano Strozzi, Vincenzo Zardi e Vittorio Zucchini), attestati sono poi andati ai nuovi iscritti. Particolarmente toccante per i due neo dottori, Mattia Bonetto ed Elena Franco, è stata la lettura del Giuramento di Ippocrate, lo storico testo del grande medico greco sul quale giurano i medici. Un testo ricco, ancora oggi attualissimo, che sarebbe bene (per tutti) riprendere in mano, di tanto in tanto, soprattutto quando si affrontano temi che riguardano il rapporto tra corpo, mente e spirito. Oltre ad alcuni premi che sono andati a giovani dottori che hanno illustrato la loro ricerca, una menzione speciale, Premio “Carlo Urbani” è andata al professor Nino Basaglia, direttore del dipartimento di Medicina riabilitativa del “San Giorgio”, ieri mattina applauditissimo. «Vi ringrazio di cuore - ha risposto il prof Basaglia - , sottolineando l’importanza del sorriso per chi, come noi, si occupa quotidianamente di riabilitazione. La prima dote, o una delle prime, a noi richiesta è l’ottimismo». È seguita una fase altrettanto intensa che ha visto da parte del presidente Di Lascio la consegna delle tessere d’iscrizione e del codice deontologico ai neo iscritti agli Albi. Un traguardo più che meritato per chi, così giovane, ha dedicato allo studio gli anni più belli della propria vita.

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