pieve di cento
Morto l’anziano investito da un’auto
Pieve di Cento, il 97enne deceduto al Maggiore. Il dolore della famiglia: era un uomo in gamba che per noi ha fatto tutto
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PIEVE DI CENTO. «Se n'è andato lo zio Pino, il nostro zio Pino. È così che lo chiamavano tutti». È morto sabato sera all'ospedale Maggiore di Bologna Giuseppe Ansaloni, di 97 anni di Pieve di Cento. L'uomo, appena uscito di casa in via Circonvallazione Ponente 49, è rimasto vittima sabato pomeriggio di un tragico incidente. A piedi lungo la strada, è stato urtato da un'auto mentre andava a messa. Trasportato all’ospedale Maggiore dal 118, è deceduto poche ore dopo il ricovero
A ricordare l’anziano sono la sorella Nerina e i nipoti, che da sempre gli sono affezionati e vicini: «Lo zio Pino - raccontano commossi - era una persona molto conosciuta e apprezzata in paese e nei paesi limitrofi. Un po' per il lavoro che ha svolto, noleggiava macchine agricole, un po' per il carattere, allegro e con uno spiccato senso dell'umorismo, ma col contegno, la serietà e la correttezza che caratterizzano gli uomini d'un tempo. Era diretto e sapeva reagire con decisione e orgoglio alle provocazioni. Anche il dolore per la perdita della moglie, l'anno scorso, l'ha vissuto con la stessa dignità». Ansaloni non aveva figli, ma una grande passione e voglia di vivere: «Non era mai stanco, si passava il tempo lavorando nel suo splendido amato giardino, sempre bellissimo in ogni stagione. Nonostante l'età, era lucidissimo. Stava per ore a casa da solo. La badante, una persona sempre molto attenta, era per i lavori casalinghi - spiegano - per la compagnia e per ogni necessità, anche se Pino era in gran parte autonomo e indipendente. Alla mattina usciva in bici e andava a comprare pane e latte. Si occupava anche degli affari di casa. Era lui che seguiva le operazione in banca o alla posta. In casa non era mai fermo, aggiustava, verniciava. Qualsiasi cosa ci fosse da fare, lui la faceva. Tutti in paese ci facevano i complimenti per la sua energia e vitalità». Lo “zio Pino” era una sorta di «icona, sempre attivo e brillante nella vita del paese. Era l'orgoglio di Pieve. Il beniamino della piazza: parlava e salutava tutti, vecchi e giovani». Classe 1920, punto di riferimento in una famiglia longeva, Ansaloni è stato socio fondatore dell'associazione carnevalesca Arte Bianca di Pieve di Cento, in più ha ricevuto un riconoscimento per il suo impegno dalla Pro Loco pievese. «Tra Pieve e dintorni, siamo 7 nipoti, 9 in tutto. Lo zio era assistito e seguito in continuazione, perché per noi è sempre stato come un padre».
Beatrice Barberini
A ricordare l’anziano sono la sorella Nerina e i nipoti, che da sempre gli sono affezionati e vicini: «Lo zio Pino - raccontano commossi - era una persona molto conosciuta e apprezzata in paese e nei paesi limitrofi. Un po' per il lavoro che ha svolto, noleggiava macchine agricole, un po' per il carattere, allegro e con uno spiccato senso dell'umorismo, ma col contegno, la serietà e la correttezza che caratterizzano gli uomini d'un tempo. Era diretto e sapeva reagire con decisione e orgoglio alle provocazioni. Anche il dolore per la perdita della moglie, l'anno scorso, l'ha vissuto con la stessa dignità». Ansaloni non aveva figli, ma una grande passione e voglia di vivere: «Non era mai stanco, si passava il tempo lavorando nel suo splendido amato giardino, sempre bellissimo in ogni stagione. Nonostante l'età, era lucidissimo. Stava per ore a casa da solo. La badante, una persona sempre molto attenta, era per i lavori casalinghi - spiegano - per la compagnia e per ogni necessità, anche se Pino era in gran parte autonomo e indipendente. Alla mattina usciva in bici e andava a comprare pane e latte. Si occupava anche degli affari di casa. Era lui che seguiva le operazione in banca o alla posta. In casa non era mai fermo, aggiustava, verniciava. Qualsiasi cosa ci fosse da fare, lui la faceva. Tutti in paese ci facevano i complimenti per la sua energia e vitalità». Lo “zio Pino” era una sorta di «icona, sempre attivo e brillante nella vita del paese. Era l'orgoglio di Pieve. Il beniamino della piazza: parlava e salutava tutti, vecchi e giovani». Classe 1920, punto di riferimento in una famiglia longeva, Ansaloni è stato socio fondatore dell'associazione carnevalesca Arte Bianca di Pieve di Cento, in più ha ricevuto un riconoscimento per il suo impegno dalla Pro Loco pievese. «Tra Pieve e dintorni, siamo 7 nipoti, 9 in tutto. Lo zio era assistito e seguito in continuazione, perché per noi è sempre stato come un padre».
Beatrice Barberini
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