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Animalisti, il blitz fallisce ma si apre il dialogo

di Marcello Pulidori
Animalisti, il blitz fallisce ma si apre il dialogo

Ieri davanti allo stabulario la protesta della Lega contro la vivisezione  Presente anche il senatore Ciampolillo (M5S): presto incontreremo il rettore

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Entrare nello stabulario, cioè il laboratorio universitario in cui si allevano animali per la ricerca scientifica, è un antico pallino della Leal (Lega antivivisezionista). Ieri mattina gli attivisti del gruppo, tra cui Silvia Premoli dell’ufficio stampa Animal Press, si sono ritrovati davanti all’istituto, in via Fossato di Mortara. Obiettivo: tentare ancora una volta di visitare lo stabulario, questa volta accompagnati dal senatore Lello Ciampolillo del M5S che segue l’attività della Lega contro la vivisezione. C’era da attenderselo, ed infatti non appena gli animalisti hanno varcato il cancello d’ingresso arrivando alla porta di accesso del laboratorio, sono stati gentilmente invitati ad andarsene in quanto non vi era nessuna autorizzazione che permettesse la loro visita. Detto, fatto. A questo punto, assieme alla stessa Premoli e al parlamentare barese, gli animalisti hanno fatto tappa in rettorato per chiedere un incontro al rettore dell’università professor Giorgio Zauli. L’incontro forse si sarebbe potuto tenere anche ieri in tarda mattinata, ma probabilmente questioni di orari incompatibili ed impegni già assunti ne hanno reso impossibile la realizzazione. A questo punto è stata la stessa Premoli a sottolineare: «Il senatore Ciampolillo ed il rettore dell’università di Ferrara dovrebbero incontrarsi nei prossimi giorni dopo aver trovato una data che accontenti le esigenze di entrambi. In quella occasione - ha proseguito la Premoli, la quale nel pomeriggio ha fatto ritorno a Milano dove si trova la sede più importante della Lega - quando il senatore tornerà a Ferrara chiederemo ancora di poter visitare lo stabulario. Spero - ha detto ancora la Premoli - che si possa dare risposta anche alle nostre domande, in particolare a quella con cui chiediamo di poter visionare i documenti di carico e scarico degli animali sottoposti ai trattamenti che riguardano la ricerca. In questo modo saremmo in grado di verificare anche in che condizioni questi animali vengono allevati e cosa viene fatto loro». Da tempo gli animalisti puntano su metodi sostitutivi alla vivisezione e importanti traguardi sono già stati raggiunti - sottolineano - «utilizzando, ad esempio, colture di cellule, tessuti, microscopici organismi ed addirittura i manichini anatomici». La battaglia è aperta.

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