Aviaria, soluzioni in vista per i trenta lavoratori
di Maurizio Barbieri
Codigoro, tra le ipotesi il trasferimento gli addetti in altri allevamenti del gruppo Procedono a pieno ritmo le operazioni di smaltimento degli 850mila animali
2 MINUTI DI LETTURA
CODIGORO. Procedono a pieno ritmo le operazioni di abbattimento degli 850mila polli colpiti dall’infuenza aviaria. Le carcasse vengono portate in un inceneritore situato nel Parmense. L’allevamento, cheè uno dei più grandi in Europa, rimarrà chiuso perconsentire le operazioni di bonifica del sito per un tempo predisposto da Asl, Regione Emilia-Romagna e ministero della Salute, poi ci sarà il ripopolamento del sito con i pulcini. La riapertura dell’allevamento potrebbe avvenire all’inizio di dicembre. Un colpo di non poco conto per la proprietà, la famiglia Lionello, che ha il proprio quartier generale a Imola e che complessivamente tra allevamenti diretti e indiretti ovvero in soccida può contare su circa 15 milioni di capi. Una quantificazione economica del danno non è ancora stata effettuata compitamente ma la cifra è decisamente importante. In ogni caso le forniture ai vari clienti vengono garantite grazie alla piena funzionalità degli altri allevamenti. Va anche precisato che non vi sono problemi per la salute umana in quanto l’uovo non trasferisce alla persone il virus dell’influenza aviaria che non passa all’interno del guscio. Tra gli altri aspetti vi è quello dei trenta dipendenti trenta dipendenti dell’azienda agricola Fiorin. L’azienda sta facendo le valutazioni del caso ma non ci dovrebbero essere ripercussioni negative sul fronte occupazionale che potrebbero essere spostati momentaneamente in altri allevamenti del gruppo.Un quadro più preciso lo si potrà avere nei prossimi giorni. Sono statigli stessi veterinari dell’azienda a fare l’autodenuncia dopo aver scoperto che c’era qualcosa di anomalo. Le galline malate erano un numero limitato ma il contagio da animale ad animale è molto alto e comunque il virus va isolato e bloccato mentre vanno distrutte anche tutte le uova present e procedere con la distruzione o apposito trattamento di tutti i materiali o rifiuti potenzialmente contaminati come mangime, lettiere o letame mentre tutti i lavoratori sono stati sottoposti ai controlli del caso. Dal novembre 2016, da quando cioè il virus H5N8 ha iniziato a girare, non si erano registrati casi nella nostra provincia. Casi erano stati segnalati nel Polesine, Nel Mantovano e in Romagna e mai in allevamenti di dimensioni più rilevanti come quello di Codigoro inaugurato nel 2010 che è innovativo e presenta sistemi di sicurezza molto avanzati.Il veterinario aziendale durante i controlli ha notato i sintomi in alcuni animali ed ha inviato i campioni all’istituto zooprofilattico di Forlì poi è stato interessato il Centro Zooprofilattico dell eTre Venezie che ha sede a Legnaro in provincia di Padova di Padova e dopo la conferma il sindaco di Codigoro ha firmato l’ordinanza.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
