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Case Acer, canoni più alti e c’è chi dovrà andarsene

Case Acer, canoni più alti e c’è chi dovrà andarsene

Comune e azienda regionale puntano a un aumento dell’8-10% degli introiti Affitto minimo a 44 euro, l’assessore: aiuti ai più deboli. In uscita 26 inquilini

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La rivoluzione delle case popolari è entrata nella fase decisiva anche a Ferrara. Ieri la giunta, con l’assessore Chiara Sapigni, e il direttore Acer, Diego Carrara, hanno presentato in commissione consiliare la proposta di modifica del Regolamento per l’assegnazione degli alloggi di edilizia popolare, modellata sulla base delle novità introdotte un anno fa dalla legge regionale: non sarà la versione definitiva, perché il Pd ha già chiesto ritocchi, ma l’ossatura del provvedimento che tocca 3.400 famiglie ferraresi è già chiaro. Le novità principali sono l’introduzione del “canone oggettivo” basato su nove parametri di qualità dell’alloggio, rispetto al quale ci saranno sconti o aggravi a seconda delle condizioni economiche delle famiglie; e la possibilità di decadenza, cioè di uscita forzata dall’alloggio, anche per superamento dei parametri reddituali. «Abbiamo l’esigenza di quantificare le agevolazioni rispetto al canone oggettivo, perché questo pezzo è parte degli aiuti alle famiglie disagiate - è l’inquadramento dell’assessore - e c’è bisogno di invertire il trend di diminuzione degli incassi da canone per l’Acer, che altrimenti non avrà più soldi per la manutenzione delle case». Secondo le proiezioni di Comune e Acer, la complessa manovra porterà un aumento dell’8-10% del monte canoni annuale, equivalente a 350mila euro, con 1.700 famiglie che si vedranno aumentare l’attuale affitto e 800 inquilini beneficeranno invece di una riduzione. Chi rischia l’esclusione per motivi reddituali, al termine comunque di un percorso a tappe, è un nucleo di 26 famiglie. È poi prevista la mobilità d’ufficio, cioè il trasferimento obbligatorio ad altri alloggi considerati più adatti alle modificate esigenze dei locatari, con penalizzazioni in canone per chi non vuole trasferirsi.

Fascia di protezione

Chi dichiara meno di 7.500 euro d’Isee è esentato dal canone oggettivo. Pagherà il 19% di questo Isee, con una soglia minima di 44 euro che rappresenta il costo mensile del gestione dell’Acer. Oggi questo canone minimo è di circa 20 euro. «Sappiamo che non poche famiglie di questa fascia, circa la metà dei locatari, non riesce a pagare nemmeno questi soldi, quindi, guardando anche a quanto stanno facendo gli altri capoluoghi, ridurremo la quota al 18% e confermeremo gli aiuti al pagamento del canone per le famiglie segnalate dai servizi sociali» ha anticipato l’assessore. Al momento si tratterebbe di 140 nuclei e i soldi a disposizione sono 41mila euro.

Due fasce intermedie

La fascia B comprende i locatari tra 7.500 e 17.124 euro, nella quale è previsto uno sconto rispetto al canone oggettivo che va dal 50% al 20%, in maniera proporzionale, senza gradoni. La fascia C (17.124-24.000 euro) comprende solo 120 famiglie, e prevede l’applicazione del canone oggettivo, senza però andare mai sopra al canone concordato di mercato che sarebbe applicabile all’alloggio.

Decadenza

È la situazione più complicata, già normata da una precedente delibera sugli scivoli e ulteriormente vincolata da un emendamento della giunta per tutelare le situazioni più delicate. In linea di massima, si può dire che esistono due casi: con Isee fino a 31.200 euro e patrimonio fino a 49mila euro, ci sono tre anni di tempo per rientrare nei limiti; gli altri decadono, e hanno un anno di tempo per andarsene. Finché non viene determinata la decadenza si applica il canone oggettivo, dopo questo canone maggiorato del 50%.

Stefano Ciervo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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