Distrazione alla guida Muore giovane madre
di Annarita Bova e Giuliano Monari
Seguiva in auto il compagno, si è schiantata con un camion
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RENAZZO. È morta sotto gli occhi del compagno Cristina Boroiban, 29 anni nata in Romania ma residente da tempo a Renazzo. Alle 13.30 di ieri, mentre stava tornando a casa alla guida della sua Renault blu sulla via di Renazzo, è finita sotto a un camion che viaggiava sulla corsia opposta. Uno scontro violentissimo, un frontale che non le ha lasciato scampo. La dinamica è al vaglio degli agenti di polizia municipale ma il luongo dell’incidente parla chiaro: la macchina ha invaso la corsia opposta e non ci sono segni di frenata. Una distrazione, forse, oppure un malore. Fatto sta che la donna molto probabilmente si è accorta del camion solo quando se lo è trovato davanti e nulla ha potuto fare per evitarlo. A sentire il rumore sordo e a rendersi conto di quanto successo, il suo compagno, Fausto Bedini che la precedeva di qualche centinaio di metri. L’uomo ha accostato, è sceso dall’auto ed è corso trattenendo il fiato verso la Renault, cercando disperatamente di aprire la portiera prima e una volta riuscito di rianimare la donna. Con lui Andrea Lipparini, 45 anni di Bevilacqua, alla guida del camion.
L’uomo è sceso dal mezzo praticamente illeso ma mentre aspettava l’arrivo dei soccorsi ha accusato un malore, un forte dolore al petto tanto che l’elicottero, chiamato viste le condizioni disperate della donna, ha poi caricato il 45enne portandolo all’ospedale Maggiore di Bologna dove è stato sottoposto a tutta una serie di accertamenti. La donna, secondo una prima ricostruzione da parte della polizia municipale di Cento intervenuta con i carabinieri sul luogo della tragedia, stava percorrendo via Di Renazzo in direzione Renazzo quando, appena superato l’incrocio che porta all’area artigianale Cento 2000, nell’affrontare una semicurva a destra, ha invaso la corsia opposta al suo senso di marcia andando a schiantarsi con estrema violenza, frontalmente, con un camioncino per uso edilizio che proveniva dal senso opposto.
Uno schianto terribile che ha richiamato l'attenzione di alcuni operai che stavano lavorando ad un cantiere proprio a poche decine di metri dal punto dello scontro e che hanno subito chiamato i soccorsi. Dopo lo schianto, il camioncino, con l'inerzia della sua velocità, ha trascinato per una ventina di metri la vettura incastrata sotto il muso del veicolo per poi terminare nel fossato a lato della strada. Sul posto anche due mezzi dei vigili del fuoco, uno di cento e l’altro arrivato a Ferrara.
I vigili hanno lavorato diverso tempo prima di riuscire a liberare il corpo incastrato tra le lamiere e gli uomini del 118 già dopo un primo intervento, non hanno lasciato alcuna speranza. Cristina Boroiban è morta sul colpo, forse non ha avuto nemmeno il tempo di realizzare quanto stava per succedere. Non ha provato a frenare, a sterzare, ad evitare il mezzo che si è trovata davanti. Pochi secondi di “buio” , attimi in cui la strada è stata persa di vista per cause ancora sconosciute e la sua vita si è fermata per sempre. Nel campo gli effetti personali, vicino al sedile il cellulare. Il corpo è stato portato nella camera mortuaria dell’ospedale di cento dove sono arrivati anche gli altri parenti. La mamma della 29enne ha avuto un malore ed è stata ricoverata per qualche ora all’interno dello stesso ospedale. Sul luogo dell’incidente, a dare conforto al compagno della donna, sua madre e suo fratello che lo hanno sorretto in ogni momento, piegato da un dolore insopportabile con le gambe che non hanno retto e le mani che non hanno mai smesso di tremare. Le lacrime, invece, sembravano bloccate, quasi ghiacciate in occhi privi di sguardo di un volto paonazzo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’uomo è sceso dal mezzo praticamente illeso ma mentre aspettava l’arrivo dei soccorsi ha accusato un malore, un forte dolore al petto tanto che l’elicottero, chiamato viste le condizioni disperate della donna, ha poi caricato il 45enne portandolo all’ospedale Maggiore di Bologna dove è stato sottoposto a tutta una serie di accertamenti. La donna, secondo una prima ricostruzione da parte della polizia municipale di Cento intervenuta con i carabinieri sul luogo della tragedia, stava percorrendo via Di Renazzo in direzione Renazzo quando, appena superato l’incrocio che porta all’area artigianale Cento 2000, nell’affrontare una semicurva a destra, ha invaso la corsia opposta al suo senso di marcia andando a schiantarsi con estrema violenza, frontalmente, con un camioncino per uso edilizio che proveniva dal senso opposto.
Uno schianto terribile che ha richiamato l'attenzione di alcuni operai che stavano lavorando ad un cantiere proprio a poche decine di metri dal punto dello scontro e che hanno subito chiamato i soccorsi. Dopo lo schianto, il camioncino, con l'inerzia della sua velocità, ha trascinato per una ventina di metri la vettura incastrata sotto il muso del veicolo per poi terminare nel fossato a lato della strada. Sul posto anche due mezzi dei vigili del fuoco, uno di cento e l’altro arrivato a Ferrara.
I vigili hanno lavorato diverso tempo prima di riuscire a liberare il corpo incastrato tra le lamiere e gli uomini del 118 già dopo un primo intervento, non hanno lasciato alcuna speranza. Cristina Boroiban è morta sul colpo, forse non ha avuto nemmeno il tempo di realizzare quanto stava per succedere. Non ha provato a frenare, a sterzare, ad evitare il mezzo che si è trovata davanti. Pochi secondi di “buio” , attimi in cui la strada è stata persa di vista per cause ancora sconosciute e la sua vita si è fermata per sempre. Nel campo gli effetti personali, vicino al sedile il cellulare. Il corpo è stato portato nella camera mortuaria dell’ospedale di cento dove sono arrivati anche gli altri parenti. La mamma della 29enne ha avuto un malore ed è stata ricoverata per qualche ora all’interno dello stesso ospedale. Sul luogo dell’incidente, a dare conforto al compagno della donna, sua madre e suo fratello che lo hanno sorretto in ogni momento, piegato da un dolore insopportabile con le gambe che non hanno retto e le mani che non hanno mai smesso di tremare. Le lacrime, invece, sembravano bloccate, quasi ghiacciate in occhi privi di sguardo di un volto paonazzo.
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