«Ho visto lo scontro Poi le urla di dolore»
Il racconto di un testimone: il camioncino si è impennato e sono finiti fuori strada «Lei era incastrata. Lui ha aperto la portiera e continuava a gridare il suo nome»
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RENAZZO. «Ho visto il camioncino che si impennava e che finiva fuori strada. Mai avrei pensato ad una cosa così grave, sembrava che il camion fosse finito fuori strada da solo». Giuliano Monari, giornalista e collaboratore della Nuova Ferrara, è uno dei testimoni dell’incidente. «Mi sono fermato ed ho visto alcune persone tentare di prestare soccorso alla donna. Lei era incastrata all’interno dell’abitacolo priva di conoscenza». Fa fatica raccontare Monari. «Il primo fra tutti, per uno strano e tragico gioco del destino, è stato proprio il compagno convivente della donna, Fausto Bedini. Fausto ha cercato disperatamente di confortare la compagna, tenendola per mano in attesa dei soccorsi e piangendo disperatamente continuando a chiamare il suo nome, aggrappandosi al flebile filo della speranza che la sua Cristina si potesse salvare». Poi...«le sirene, i vigili del fuoco che cercano di aprire le lamiere e liberare la donna dalla sua trappola mortale; il 118 con ambulanza e elisoccorso da Bologna. Tutto inutile, purtroppo». «Il verdetto dei sanitari appena hanno iniziato le manovre di soccorso è stato terribile ed inappellabile: la donna era morta sul colpo. Una vita spezzata, una famiglia distrutta dal dolore». È rimasto fermo nel campo vicino, Giuliano Monari. « Sul posto si sono portati i parenti più stretti, i genitori del compagno e la sorella per cercare di capire se ci fosse ancora un filo di speranza a cui aggrapparsi. Purtroppo no. Cristina non c'era già più». È ancora la disperazione che pervade quella scena surreale: «il compagno non si da pace, cerca la sua Cristina e a nulla vale il conforto di medici, soccorritori e parenti. La sua vita è cambiata all'improvviso nel tragico girone del destino. Poi, la fatalità di essere il primo a soccorrere la sua Cristina, visto che viaggiava con la sua automobile davanti a lei, rende ancora più agghiacciante il ricordo di quegli attimi in cui ha visto, in una scena allucinate, volare via una parte ella sua vita».
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