«Io non lo conoscevo, ma adesso avrò dei guai?»
Hanachi ospitato in un appartamento di via Mazza da ignari universitari E il Questore rassicura: «Nessuna ipotesi di cellula jihadista qui in città»
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«Non ci sono elementi per ipotizzare la presenza di una cellula jihadista a Ferrara, né che Anis Hanachi avesse l’intenzione di preparare un attentato in città». Il Questore di Ferrara Sbordone ha risposto così ai dubbi e ai timori più immediati che l’arresto di Anis ha portato con sé. Il fratello del killer di Marsiglia non era mai stato in città prima d’ora. A Ferrara è arrivato perché qui vive un suo conoscente, che però secondo i riscontri risulta essere del tutto estraneo agli ambienti terroristici e inconsapevole delle accuse pesantissime che gravavano sull’amico.
Così come increduli, spiazzati e anche un po’ preoccupati appaiono gli altri inquilini dell’appartamento di via Camillo Mazza, tutti tunisini, che per un paio di notti hanno dormito sotto lo stesso tetto con un ricercato dall’antiterrorismo. Una zona popolare, ma tranquilla, costellata da alti palazzoni dove vivono decine e decine di famiglie.
«Sono qui solo da due settimane, io Anis non lo conosco, ho saputo solo questa mattina (ieri, ndr) che era stato arrestato». Gentile ma spaventato, uno degli studenti ci accoglie sul pianerottolo di casa, un appartamento al quinto e ultimo piano del civico 109. Ha 25 anni, è tunisino e studia Scienza della Comunicazione all’Università di Ferrara. Con un amico aveva deciso di dividere l’affitto con altri due studenti, per risparmiare sulle spese. Uno di questi è il giovane che ha dato ospitalità ad Hanachi. «Io quel ragazzo, Anis, neanche l’ho visto. Sono stato qualche giorno a Bologna, dovevo tornare ieri sera (domenica ndr), ma ho perso il treno e sono rimasto a dormire là. Quando sono arrivato, questa mattina ho saputo che era stato arrestato per terrorismo il ragazzo che era stato da noi. Mi hanno detto che sabato è venuta qui la polizia. In queste ore sono un po’ stressato, non è che avrò dei guai?»
Proprio di fronte abita l’amministratore del condominio, il signor Massimo Caselli. Dei suoi dirimpettai dice semplicemente che «sono studenti fuori sede, persone perbene come tanti altri giovani che studiano fuori città. Sono arrivati da poche settimane e non hanno mai creato problemi». Durante il breve soggiorno di Anis, aggiunge, «non ho notato nulla di strano, né la presenza di un’altra persona. Avevo letto che il fratello del terrorista di Marsiglia era stato arrestato a Ferrara, ma solo successivamente ho saputo che era stato ospitato nell’appartamento di fronte al mio. Ho anche parlato con il padrone di casa; si era affidato a un’agenzia per affittare l’appartamento, tutto in piena regola, e non poteva certo sapere che per qualche giorno era stata ospitata un’altra persona».
Sotto, nei giardini, un gruppo di anziane sta facendo il classico “filò” sulle seggiole portate da casa. Il pomeriggio di chiacchiere placide viene interrotto dalla notizia che, per un paio di notti, nel loro palazzo c’era un uomo sospettato di terrorismo. «Ma quando mai? Non ci siamo accorte di niente. Ormai non si può essere sicuri da nessuna parte. Meno male che è stato arrestato in tempo, magari avrebbe combinato qualcosa di brutto anche qui». (a.m.)
Così come increduli, spiazzati e anche un po’ preoccupati appaiono gli altri inquilini dell’appartamento di via Camillo Mazza, tutti tunisini, che per un paio di notti hanno dormito sotto lo stesso tetto con un ricercato dall’antiterrorismo. Una zona popolare, ma tranquilla, costellata da alti palazzoni dove vivono decine e decine di famiglie.
«Sono qui solo da due settimane, io Anis non lo conosco, ho saputo solo questa mattina (ieri, ndr) che era stato arrestato». Gentile ma spaventato, uno degli studenti ci accoglie sul pianerottolo di casa, un appartamento al quinto e ultimo piano del civico 109. Ha 25 anni, è tunisino e studia Scienza della Comunicazione all’Università di Ferrara. Con un amico aveva deciso di dividere l’affitto con altri due studenti, per risparmiare sulle spese. Uno di questi è il giovane che ha dato ospitalità ad Hanachi. «Io quel ragazzo, Anis, neanche l’ho visto. Sono stato qualche giorno a Bologna, dovevo tornare ieri sera (domenica ndr), ma ho perso il treno e sono rimasto a dormire là. Quando sono arrivato, questa mattina ho saputo che era stato arrestato per terrorismo il ragazzo che era stato da noi. Mi hanno detto che sabato è venuta qui la polizia. In queste ore sono un po’ stressato, non è che avrò dei guai?»
Proprio di fronte abita l’amministratore del condominio, il signor Massimo Caselli. Dei suoi dirimpettai dice semplicemente che «sono studenti fuori sede, persone perbene come tanti altri giovani che studiano fuori città. Sono arrivati da poche settimane e non hanno mai creato problemi». Durante il breve soggiorno di Anis, aggiunge, «non ho notato nulla di strano, né la presenza di un’altra persona. Avevo letto che il fratello del terrorista di Marsiglia era stato arrestato a Ferrara, ma solo successivamente ho saputo che era stato ospitato nell’appartamento di fronte al mio. Ho anche parlato con il padrone di casa; si era affidato a un’agenzia per affittare l’appartamento, tutto in piena regola, e non poteva certo sapere che per qualche giorno era stata ospitata un’altra persona».
Sotto, nei giardini, un gruppo di anziane sta facendo il classico “filò” sulle seggiole portate da casa. Il pomeriggio di chiacchiere placide viene interrotto dalla notizia che, per un paio di notti, nel loro palazzo c’era un uomo sospettato di terrorismo. «Ma quando mai? Non ci siamo accorte di niente. Ormai non si può essere sicuri da nessuna parte. Meno male che è stato arrestato in tempo, magari avrebbe combinato qualcosa di brutto anche qui». (a.m.)
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